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CINQUE ANNI FA CI LASCIAVA GIOVANNI CAMBRIA, MILAZZESE DI VACCARELLA

squadra-cambria-2 CINQUE ANNI FA CI LASCIAVA GIOVANNI CAMBRIA, MILAZZESE DI VACCARELLAGIOVANNI CAMBRIA era UN VOLTO NOTO, ma quando al telefono mi ha chiamato il compianto Matteo Di Flavia per comunicarmi la notizia non sono riuscito a metterlo a fuoco. E nemmeno quando è Pippo Spoto a telefonare per lo stesso motivo. Ho stentato a comprendere di chi si stesse parlando: non mi sovviene! Ma quello insiste: “Non è possibile – aggiunge – che tu non lo conosca!”.

squadra-cambria-300x205 CINQUE ANNI FA CI LASCIAVA GIOVANNI CAMBRIA, MILAZZESE DI VACCARELLAQualche minuto dopo, è la volta di Melino Salmeri. Mi manda una foto della vecchia squadra dell’U.S. Cambria, pubblicata anni fa su Terminal. Per curiosità, la formazione che portava il suo nome!

Giovanni Cambria: è il secondo in basso da destra! Ma certo che lo conosco! Purtroppo certe notizie sono così assurde che ti rifiuti di prenderle per buone ma ti lasciano senza parole! Di fronte a quella foto i riferimenti fatti da Matteo e da Pippo dissolvono i miei dubbi.

Cinque anni fa un altro figlio di Milazzo se ne andava per sempre, e si è spento nella sua Vaccarella, in via Mezzaluna, dove la mamma lo aspettava. Il suo cuore ha ceduto all’improvviso: nessuno si è accorto di nulla, nessuno ha potuto prestargli un primo soccorso, che comunque sarebbe risultato vano! Gianni si era addormentato, ed in silenzio aveva lasciato questo mondo. Ricordo i tanti messaggi di solidarietà che si susseguivano sui social, perchè tutti lo conoscevano, e conoscevano la sua bontà, la sua solidarietà, la sua generosità nei confronti del prossimo. Avrebbe dovuto godersi la pensione, dopo una vita di sacrifici ma non ci è riuscito, lasciando moglie e figli, ormai abituati alle sue turnazioni sul posto di lavoro, ad attendere invano il suo ritorno a casa! Un dolore immenso, per una partenza arrivata all’improvviso, per un cuore generoso che ha cessato di battere, per un uomo buono che è stato strappato alla vita e ai suoi cari.

Assurda la vita! Ricordo ancora oggi che il giorno prima lo avevo incontrato in marina, nella sua Vaccarella! Un saluto, il solito, ed un sorriso. Ma quella volta era la mascherina che portavamo, per difenderci chissà da cosa, a privarci dei gesti più consueti, a nascondere i sentimenti di stima e di amicizia. Ed erano i nostri occhi a sorridere. Un saluto diverso, ignorando che sarebbe stato l’ultimo! Ciao, Giovanni, spero che tu abbia fatto un buon viaggio: qui noi ti ricordiamo ancora, anche se sono passati cinque anni. Gli amici non si dimenticano!

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