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Crans Montana e le giovani vite spezzate.

1767434847-0-il-dramma-di-crans-montana-e-gli-avvoltoi-delle-tragedie Crans Montana e le giovani vite spezzate.di Salvino CAVALLARO

Più guardo quelle immagini e quel dolore profondo che produce lacrime di tristezza e rabbia per quello che avrebbe potuto essere e non è stato, e più mi sento spettatore inerme di un gravissimo fatto di negligenza umana.

Quante volte, in simili casi di tragedie umane, facciamo appello al destino e all’ineluttabilità della vita, contornandoli poi con pensieri mistici, in cui, nella nostra riflessione di fede, il dolore ci fa fare domande (forse assurde, ma quanto emotivamente legittime) come: “Perché Nostro Signore che può tutto, permette accadimenti di questa dolorosa tragedia umana? Perché proprio a giovani vite spezzate?”

E così, nell’immediato della forza di momenti che ci trascinano in confusione facendo vacillare i concetti basilari della nostra Fede Cristiana, ci perdiamo in domande che vanno forse oltre i nostri limiti del capire e attendere risposte spiritualmente più alte del nostro sentire.

Ebbene, tutto questo ci fa volare in alto in un mondo di sconforto che ci fa perdere la razionalità di farci invece domande più concrete, capaci di stare con i piedi ben piantati a terra. Sì, perché la causa è l’uomo e sta tutto nella sua centralità del suo/ nostro fare nei comportamenti, nelle attenzioni, nella coscienza di mettere in atto il proprio dovere nel rispetto delle regole da seguire e mettere in pratica.

E allora, le domande che partono e arrivano dritte alla responsabilità dell’essere umano si moltiplicano e nascono spontanee, come ad esempio: “Perché in quel locale svizzero di Crans Montana i controlli sulla sicurezza sono stati fatti soltanto due volte in dieci anni? Perché erano inesistenti i materiali ignifughi? Perché il bar all’interno del locale dava alcolici a ragazzi minorenni? Perché, come sembra, il locale non avesse sufficienti vie di fuga? Perché chi avrebbe dovuto eseguire i controlli in termini di sicurezza del locale, non l’ha fatto preventivamente alla festa di fine anno?”

Ecco, queste sono le vere domande lecite, cui gli inquirenti dovranno dare risposta. Ma, intanto, soffriamo il dolore profondo, straziante, di famiglie che hanno perso i loro figli in giovane età. Vite spezzate troppo presto, dove i “se” e i “ma” non hanno più nessun senso.

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