DIECI ANNI FA CI LASCIAVA TERESA BERTE’, MOGLIE DI PAOLO OLIVA
Donna eccezionale e straordinaria, ci lasciava per sempre dieci anni fa, il 19 maggio 2016, sconfitta anche lei da un male ribelle contro il quale aveva lottato, senza perdere le speranze di potercela fare.
Teresa Bertè, moglie di Paolo Oliva, mamma di Pietro, di Daniela, di Valeria, andava via in un mondo migliore, perché così era scritto. Così come lei stessa aveva scritto con le sue azioni, con la sua sincerità, con i suoi gesti, con i suoi insegnamenti, con il suo amore di madre, di moglie, di nonna, di amica, qualcosa che non avremo bisogno di leggere, per ricordarla.
L’averla vista in quella foto, aver saputo della notizia della sua scomparsa ci aveva riempiti di tristezza, di amarezza, di dolore. Ci è mancata, in questi dieci anni, una donna straordinaria. A lei, nel decimo anniversario della sua partenza, dedichiamo la preghiera di S. Agostino…
La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono
lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.
Così pregava S. Agostino nel ricordare i cari che andavano via. Sorridere ancora oggi è un segno di affetto verso Teresa… Pregare e raccomandare la sua anima all’Altissimo è il regalo più bello che possiamo farle. Così come lei aveva insegnato ai suoi alunni a leggere, a scrivere, a diventare grandi, e a conservare da grandi l’innocenza dell’infanzia!
Addio, Teresa, continua a vegliare suoi tuoi cari.
IN SUFFRAGIO DI TERESA BERTE’ VERRA’ CELEBRATA UNA MESSA IN DUOMO QUESTA SERA, 19 MAGGIO, ALLE ORE 19.
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