ECCO LE AGEVOLAZIONI CHE NON HANNO BISOGNO DELL’ISEE.
Anche nel 2026 esistono agevolazioni che non passano dall’Isee, ma bisogna fare una distinzione importante: alcune prestazioni sono davvero svincolate dalla Dsu, mentre altre possono essere richieste anche senza attestazione, ma in quel caso vengono pagate solo nell’importo minimo oppure vengono valutate sulla base del reddito e non dell’Isee. È proprio questa differenza a creare più confusione tra famiglie, pensionati e persone con disabilità.
Il primo caso è quello dell’Assegno unico universale. L’INPS ha confermato che nel 2026, in assenza di Isee valido da marzo, la prestazione viene comunque erogata, ma negli importi minimi. Presentando la Dsu entro il 30 giugno, però, restano dovuti anche gli eventuali arretrati da marzo. Per chi non presenta l’Isee, il riferimento aggiornato è di 58,30 euro per ciascun figlio minorenne e 29,10 euro per ciascun figlio maggiorenne tra 18 e 21 anni.
Lo stesso ragionamento vale per il bonus nido. Anche qui la domanda si può presentare senza Isee, ma l’INPS precisa che in assenza di attestazione il contributo viene riconosciuto nella misura minima. Nel 2026 il minimo resta pari a 1.500 euro annui, mentre l’importo può salire fino a 3.600 euro per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 con Isee minorenni non superiore a 40 mila euro. Per i bambini nati prima di quella data restano le soglie da 3.000, 2.500 o 1.500 euro in base all’Isee.
Tra le prestazioni davvero fuori dall’Isee c’è l’assegno sociale, che nel 2026 continua a dipendere dall’età e dal reddito, non dalla Dsu. Serve aver compiuto 67 anni e rispettare i limiti reddituali previsti: l’importo aggiornato è di 546,24 euro al mese per 13 mensilità, con soglia annua di 7.101,12 euro, che sale a 14.202,24 euro per i coniugati.
Per invalidi civili, ciechi e sordi il meccanismo è simile: in generale non si guarda all’Isee, ma ai requisiti sanitari e, in alcuni casi, al reddito personale. Nel 2026, per esempio, la pensione di inabilità agli invalidi civili totali è pari a 340,71 euro con limite di reddito personale di 20.029,55 euro; l’assegno mensile per invalidi parziali è di 340 euro con limite di 5.852,21 euro; per i sordi l’importo riconosciuto è di 340,71 euro. Alcune indennità, come quelle legate all’accompagnamento o ad altre minorazioni specifiche, sono invece collegate soprattutto alla condizione sanitaria e non all’Isee.
Restano poi fuori dall’Isee anche altre agevolazioni molto conosciute. L’esenzione dal Canone Rai spetta agli over 75 con reddito proprio o coniugale non superiore a 8.000 euro e senza conviventi con reddito proprio, salvo colf e badanti. L’esenzione ticket sanitario continua a basarsi sul reddito familiare e non sull’Isee. Anche diverse detrazioni e deduzioni fiscali non richiedono la Dsu: vale per molte spese sanitarie, per alcune agevolazioni riconosciute alle persone con disabilità e per i bonus edilizi gestiti in dichiarazione dei redditi.
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