ESCLUSIVO!!! BOTTE DA ORBI PER LA CACCA DI UN CANE!
STAMATTINA, DOPO UN DIALOGO ALQUANTO ACCESO… LEGGETE PER SAPERNE DI PIU’…
Come ogni mattina, anche stamattina teneva al guinzaglio il suo cane e lo portava in giro per le strade, le solite. Libero di fargli fare i suoi bisogni e non raccoglierli, come al solito. Ma stamattina il baldo giovane che, sprezzante delle regole, stava per andare via dopo la solita cacca sul marciapiede, non ha avuto fortuna. In un balcone c’era affacciata una signora, che aspettava il rientro del marito andato alla stazione a prendere il figlio. E non ha potuto fare a meno di urlare allo sporcaccione: “Bravo, adesso la lascia lì, vero? Perchè non la raccoglie?“. Alle sue parole il giovane non ha replicato, come se non fossero dirette a lui; quindi la signora, per rimarcare il suo rimprovero, ha urlato “Cu lei stà iu parrandu… chi fa finta chi non senti. Lordu chi non è autru!” che tradotto per chi non comprende il siciliano, significa “Sto parlando proprio a lei, che finge di non sentire. Sporcaccione che non è altro!“. Apriti cielo! Il gesto con la mano del giovane è stato molto eloquente: “Chi minchia voli? Si ‘nziccasi intra e non ci scassassi i cugghiuna. A ricugghissi lei!” ossia, per chi non comprende la lingua siciliana “Cosa vuole? Entri in casa e non rompa…Anzi, venga lei a raccoglierla!“. Non aveva notato, il baldo giovinastro, che dall’auto da poco arrivata, il marito ed il figlio della signora avevano assistito alla scena! Ed ecco allora che i due lo fermano e chiedono conto delle parolacce e degli insulti lanciati alla signora nel balcone. Non avendo nulla da replicare, e in inferiorità … numerica, il giovane, vistosi smascherato, ha provato a farfugliare qualche parola, come se si fosse sentito offeso, e che stava cercando un pezzo di carta per raccogliere gli escrementi del cane. Ma la sua giustificazione non ha convinto il figlio, che lo ha strattonato vigorosamente: “Te la faccio raccogliere con la lingua, pezzo di merda che non sei altro!“; mentre il marito rincarava la dose: “Ti metti cu ‘na fìmmina? Picchì non fa u scattru cu mmia chi sugnu masculu, pezzo ‘i strunzu chi non si autro!” (Fai il furbo con una donna? Perchè non lo fai con me che sono un uomo?), rifilandogli un sonoro ceffone. La sua reazione è stata vana: schiaffi, pugni e calci lo hanno investito come un tornado! Mentre il cane abbaiava, attirando l’attenzione di qualcuno ai balconi che si è gustato la scena e ha informato noi del giornale per scrivere qualcosa che nessuno, apparentemente ha visto! Con dovizia di particolari, e soddisfazione, perchè subito dopo ha chiesto cosa fosse successo, ascoltando anche le minacce dei due rivolte al giovane, dopo averlo pestato per bene: “Ora va’ e scancittìlli. E mutu, sinnò ci sunnu l’autri. E non passà ri cchiù ‘i sta strata!“, ossia, “Adesso vai e zitto, altrimenti prendi il resto! E non passare più da questa strada!“. Come finirà ? Passerà ? Non passerà ? Staremo a vedere… anzi, a sentire. Chi ha animali e pensa ci comportarsi come quel giovane, è avvisato. Pensiamo proprio che qualcuno abbia le tasche piene della cacca dei cani. Le tasche e le scarpe! E non gli va più di protestare se non viene ascoltato: quel che temevamo, purtroppo!
PS: Attenzione!!! Nessuno ha scritto che si tratta di MILAZZO!
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