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FESTIVAL DI SANREMO, UNA LETTERA DI DON BACKY: “L’IMMENSITA'” NON E’ DI MOGOL!

TESTO-LIMMENSITA FESTIVAL DI SANREMO, UNA LETTERA DI DON BACKY: "L'IMMENSITA'" NON E' DI MOGOL!Proprio stamani (io non guardo il festival, dal 1972), una cara amica, mi ha mandato un breve video, che testimonia l’uscita di Mogol sul palco dell’Ariston, laonde ricevere il “Premio alla carriera” andato – con merito – quest’anno, proprio al prode Giulio (era talmente commosso, per la standing ovation, che, manca poco mi metto a piangere anch’io, riuscendo a stento a trattenere le lacrime…).

Una domanda – però – voglio farla al commovente Giulio.

Mi spiegasse perché, tra le decine (centinaia? migliaia? milioni?) di testi che ha scritto, per cantanti di tutte le epoche, da Celentano, a Morandi, a Cocciante, a Battisti, etc., egli senta il bisogno di accreditarsi – sul palco del festival – come l’autore de “L’Immensità”, senza mai citarmi “di sguincio”, nemmeno come co-autore. Anzi, facendo passare pochi secondi, di un filmato epocale, nel momento in cui la cantai al festival del 1967.

Grazie Mogol, mi hai regalato 5 minuti di gloria e pubblicità, senza nemmeno nominarmi e ti riesce sempre e soltanto quando ti accrediti quale autore della MIA canzone (alla quale partecipasti – CASUALMENTE – con ben 3 parole: “Una farfalla volerà” al posto di quello che c’era di mio, ovvero “Il suo profumo ti darà felicità”).

Sei veramente un bricconcello, perché pensavo lo avessi fatto in “amicizia”.

Allora, visto che ci siamo, ti allego il testo originale de L’Immensità (parlo di quello che scrissi a casa mia, tornando da un concerto al “Faro della Danza” di Cerese (Mn), in una notte di pioggia dell’ottobre 1966, laddove, senza ombra di dubbio, tu non eri presente, (che io ricordi), a meno che, non ti fossi nascosto sotto il letto (come i ladri) oppure, che ti sia apparso in sogno (a quanto pare ti capita spesso) e ti abbia stimolato a scriverlo, appunto.

Io però lo scrivevo nella realtà di quella notte di tregenda, su una povera agendina, che oggi mi fa da testimone. Ora, tra tutte le tue canzoni che hai scritto, avrai pur conservato le minute, almeno quelle scritte per Lucio. Possibile, quindi, che tu non abbia conservato quella de L’Immensità?

Dai Giulietto, tirala fuori e dimostra al mondo intero la tua onestà intellettuale, e che quando ti accrediti di qualcosa del genere, hai anche il modo di comprovarla con “pezze d’appoggio”, vere e concrete, come faccio io.

L’amico Carlo ha scelto proprio la persona giusta a cui assegnare il premio. A 90 anni (te ne auguro altrettanti), se non si sbriga, te lo dà postumo, il premio.

Io, tra quelle che ho scritto, ce ne sono alcune, tipo – appunto – “L’Immensità”, o anche “Sognando” (della quale nessuno mostrò di accorgersi, tranne te, quando l’ascoltasti al Dosso: “Questa canzone merita la copertina d’oro”, dicesti (cosa che feci nel 45 gg). Evidentemente se ne accorse anche il sig. Cristicchi, che, ben 36 anni dopo, mediandone la tematica, in una sua canzone, ci vinse addirittura il festival). Una canzone, Sognando, che, tra “quelli che contano”, pare che nessuno si sia mai accorto, tranne il mio pubblico, le persone insomma (e Mina). E, per me, è quello il “Premio alla carriera”, che conta (del resto, già assegnatomi dall’AFI, qualche anno fa, proprio a Sanremo).

Certo, quello assegnatoti dall’amico Carlo, che quando a volte mi ha presentato (I Migliori anni), ha usato, per me, termini iperbolici come: “Genio Musicale” (manco fossi Mozart), a me, che conosco appena qualche giro armonico (quando si dice l’ipocrisia).

E che ci volete fare, cari Giulietto e Carletto, io sono nato capace di scrivere certe cose, ma, sfortunatamente non sono simpatico al “potere”, quello che ha in mano le chiavi del: TU SI’ e TU NO! (Io NO!)

Distinti saluti e buon festival.

COMMENTO: Caro Aldo, quando ieri sera ho sentito che L’IMMENSITÀ faceva parte delle canzoni scritte da Mogol ho commentato: “Ecco, le solite minchiate della Rai. Ma se lo sanno tutti che l’autore è Don Backy?”. Comunque hai fatto bene a fornire, per l’ennesima volta, la prova che la canzone è tua. Noi possiamo solo pubblicare la tua lettera: per onore della verità!

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1 commento

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adriana pasquinelli

E me lo chiedevo anche io: come mai con 1774 canzoni scritte il buon Mogol dovesse citare proprio l “Immensità” del Mitico Don Backy ? Ma quel filmatino con poche canzoni non credo lo abbia fatto Mogol… E’ opera certamente della redazione del Festival di Sanremo, quello stesso Festival che per 55 anni ha scartato alcune fra le sue canzoni più belle, ma che riconosce il valore della sua musica e non può esimersi dal citarla. E allora, caro Mogol, dopo tanti anni di chiacchere, perché non raccontare la vera storia di questa paternità? Così….simpaticamente come si dicono le cose tra vecchi amici: ne usciresti come un gran signore e acquisteresti l’affetto di tutti noi fans del Mitico Don!