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GIOACCHINO LA MALFA, STORIE DI ANTICHE AMICIZIE CHE COL TEMPO SI FORTIFICANO…

la-malfa-giocatore GIOACCHINO LA MALFA, STORIE DI ANTICHE AMICIZIE CHE COL TEMPO SI FORTIFICANO...Pubblichiamo la lettera che Peppuccio Maiorana, commercialista e compagno di scuola di anni ormai lontani, ha inviato al nostro giornale. Ha voluto essere vicino al caro Gioacchino La Malfa, che ieri ci ha lasciati per andare in un mondo migliore e vivere per l’eternità accanto a chi lo aveva preceduto. La lettera di Peppuccio è quella che avremmo voluto scrivere un po’ tutti, perché Gioacchino era amico di tutti.

Amico nel vero significato del termine: ed anche se non lo conoscevi, da lui e dalle sue parole venivi attratto.

Di Gioacchino, alunno del Liceo Impallomeni, avrei tanto da scrivere ed era un piacere fermarsi a dialogare con lui, custode di tanti ricordi: era in terzo Liceo quando varcammo l’ingresso che ci portava al Ginnasio. Cugino del nostro compagni di classe Pino Imbesi, con lui stabilimmo un rapporto che si è fortificato nel tempo. Fra i particolari che mi sono venuti in mente, ricordo il gol (unico e solo in tutta la carriera di calciatore!) che gli feci quando lui, al campo dei Parrineddi, difendeva la porta della squadra avversaria, anche se a giocare eravamo noi della IV A contro gli alunni della IV B (e lui era di terzo liceo!); poi, quando come responsabile dell’Ufficio di Statistica mi chiese di fornirgli la valutazione dei prezzi degli immobili, che gli consegnai in una tabella appositamente preparata che riportava le stime immobiliari delle abitazioni in base all’anno di costruzione: cosa che gli permise, mi comunicò dopo, di avere la meglio in un processo e di fare allegare agli atti processuali quella tabella. E, non ultimo, il rimprovero fraterno che mi fece il giorno in cui mi incontrò al Tribunale di Barcellona. Mi chiese cosa facessi io in quel luogo, ed appena gli risposi, quasi a volermi scusare, che ero stato accusato ed avrei dovuto difendermi, mi intimò di andarmene a casa perchè quel posto non faceva per me, riconoscendo apriori la mia estraneità al fatto che mi veniva imputato.

Questo era Gioacchino La Malfa, un amico rimasto tale anche se gli anni passano.

Ecco un breve ricordo del cugino Gioacchino Lo Presti

La notizia mi coglie quando sono purtroppo fuori sede e mi ha scosso notevolmente. Non ho fatto altro che pensare a Gioacchino, alla sua grande umanità ed alle sue doti caratteriali che lo hanno sempre portato ad essere disponibile con chiunque avesse bisogno di un aiuto o soltanto una parola di conforto. Mi sono passate per la mente spensierate giornate della nostra gioventù e l’amore per il calcio. Una grande intesa che è durata sempre. Adesso, contrariamente alla tua affabilità nel rapporto con gli altri, sei andato via quasi in silenzio, spegnendoti a poco a poco. Ciao cugino

Sono vicino a Ruben, alle sorelle Enzina e Franca ed a tutti i familiari. Un fraterno abbraccio a tutti.

E questo è il ricordo di Peppuccio Maiorana, come ringraziamento di quanto Gioacchino gli ha lasciato in eredità…

“Il ricordo della tua bontà, della tua umiltà, del tuo altruismo, del tuo entusiasmo e lo spirito vitale che hai sprigionato continueranno a sostenermi e a darmi la forza e il coraggio di proseguire nel percorso della mia vita così come mi è stata destinata e per la quale venivi spesso a trovarmi per incoraggiarmi e consolarmi.

Un’amicizia che dura da circa sessanta anni nel corso della quale mi hai insegnato tanto, mi hai fatto scoprire tutti i tuoi pregi e mi hai cambiato la vita.

Oggi so che è anche grazie a te che sono diventato quello che sono.

Tu mi hai insegnato tantissime cose e mi hai lasciato in eredità il dono più grande: la tua amicizia.

Grazie infinite.

Peppuccio Maiorana”

Nella foto accanto al titolo, il primo a sinistra, accosciato, è l’avvocato Gioacchino LA MALFA, quando praticava il calcio 

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