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GIUSTIZIA SOCIALE? MA QUESTI TRUFFANO I LAVORATORI?

salvo-pogliese-1-300x225 GIUSTIZIA SOCIALE? MA QUESTI TRUFFANO I LAVORATORI?di Leonardo CECCHI

Il governo del popolo continua a fare il bene delle masse e a ripristinare la giustizia sociale.

Il signore alla vostra sinistra nella foto si chiama Salvo Pogliese, senatore di Fratelli d’Italia. E ha avuto un’idea geniale: rivoluzionare il diritto del lavoro con un piccolo emendamento al decreto Ilva. Sentite come suonano bene le cose che approveranno.

Innanzitutto condonano tutti gli stipendi e gli straordinari che gli imprenditori non hanno pagato ai dipendenti dal 2007 fino al 2020.

In più, cambiano anche la normativa: ora se vieni licenziato e il tuo capo non ti ha pagato uno lo stipendio, la tredicesima o la quattordicesima, oppure – più banalmente – non ti ha corrisposto idennità, ti ha inquadrato male, hai solo 180 giorni per fargli causa e non 5 anni.

Invece se sei ancora dipendente si passa da 10 a 5 anni, ma – volponi! – questi iniziano a decorrere dal mancato versamento, non dalla fine del rapporto. Prima la decorrenza scattava quando questo si esauriva, perché tanti avevano paura di ritorsioni e non facevano causa mentre erano ancora dipendenti. Ora non più.

Dulcis in fundo, azzoppano giudici e lavoratori stabilendo una “presunzione di adeguatezza” dei salari, cioè si parte dal presupposto che l’imprenditore sia una persona buona e cara. Così sarà molto più complicato per un lavoratore fare ricorso alla giustizia per farsi adeguare stipendi da fame.

Complimenti. Ma complimenti davvero. Non tanto al senatore e congrega, che fanno quello che fanno da sempre. Ma a chi vi vota ed è un dipendente non di rado a basso reddito. Applausoni a tutti voi elettori di Fdi.

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1 commento

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Ercole

Direi che, storicamente parlando, come popolo composto, per la maggior parte di servi della gleba, quando arriva “l’emancipazione” a signorotto o presunto tale, tutto si trasforma e da vittima diventi carnefice. Non ha colore questa metamorfosi, solo il medesimo odore, quello dei soldi che diventa il motivo trainante di qualsiasi abiezione (in senso negativo). Inutile sorprendersi, anche perché la “cultura politica” non è più, salvo rarissimi casi, di questo agone politico. Si cambia spesso colore e bandiera, per salvarsi e “crescere”, in potere e posizione. Tutto il resto, ideali, coerenza, onestà, sono cose trapassate. Piccola valutazione personale, spesso anche noi, concorriamo ad innalzare certi personaggi, per tornaconto personale, e non per alto spirito democratico o pubblico. Alla fine, molti di noi, si macchierebbero delle medesime porcherie, se fossimo al posto di chi critichiamo adesso. Nel bene, come nel male, siam figli dello stesso “gregge e brodo” culturale.