GUERRA CONTRO L’IRAN: LA RESISTENZA PERSIANA SORPRENDE USA E ISRAELE
A fronte di un ipotetica invasione yankee via terra è stato fatto da esperti del settore uno studio tramite IA dei possibili effetti e conseguenze sul campo.
Nello specifico i paracadutisti estremamente vulnerabili durante la fase di trasporto e discesa sarebbero le prime vittime, dato che l’Iran dispone di un sistema di difesa aerea multistrato (S-300, Bavar-373 e radar a lungo raggio).
* Rischio: Un solo aereo da trasporto C-17 abbattuto comporterebbe la perdita immediata di circa 150 soldati.
* Analisi: Gli esperti militari avvertono che contro una difesa aerea “moderna e integrata”, un lancio di massa potrebbe subire perdite del 10-20% prima ancora di toccare il suolo.
Nella seconda fase, quella dei combattimenti a terra, c’è da considerare che l’Iran non è l’Iraq. Ha una superficie quasi quattro volte superiore, un territorio prevalentemente montuoso (una “fortezza naturale”) e una popolazione di oltre 85 milioni di persone.
In pratica lo studio delle simulazioni ha portato alla previsione di perdite americane in migliaia di unità già nelle prime settimane.
A ciò bisogna aggiungere che oltre alle truppe regolari, i paracadutisti e i marines dovrebbero affrontare i Pasdaran e le milizie Basij, addestrate alla guerriglia urbana e all’uso di IED (ordigni improvvisati), che sono stati la causa principale di morte tra gli invasori americani in Iraq e Afghanistan.
Si è passati poi alle valutazioni socio/politiche e i sondaggi stimano che oltre il 60% degli americani si oppone ferocemente all’invio di truppe di terra. Un alto numero di “sacchi neri” di ritorno in patria metterebbe sotto pressione Trump e la sua amministrazione trascinandolo in una crisi senza precedenti, rischiando di trasformare il conflitto in un “nuovo Vietnam”. È probabile che quello del “ciuffo biondo” sia solo un bluff, perché nel caso contrario le passate disfatte contro i vietcong impallidirebbero a confronto di quelle odierne con i pasdaran.
Roberto SPADARO
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