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I COSIDDETTI VIROLOGI E L’ULTIMA FRONTIERA DELLA DIGNITA’ E DELLA LIBERTA’

CTS I COSIDDETTI VIROLOGI E L'ULTIMA FRONTIERA DELLA DIGNITA' E DELLA LIBERTA'Esiste un video delle riunioni del CTS in cui il Dr Locatelli (Presidente CTS) afferma: ” CIÒ CHE DICO NON SIA MESSO A VERBALE! “

Nelle riunioni a porte chiuse confessavano di non essere convinti, ma dovevano servire le istituzioni. Non dovevano creare lacerazioni.

Fuori attaccavano i medici che lavoravano in scienza e coscienza senza conflitto di interesse, tacciando di anti scientificità i dubbi da loro espressi e rifiutando ogni confronto.

Esistono persone pronte a giustificare un simile comportamento perché a certi livelli le pressioni sono altissime. No.

Esiste la dignità e la libertà di alzarsi e andarsene. Se non lo fai ti rendi complice. E ti assumi la responsabilità e le conseguenze.

Se dalle tue decisioni dipende la vita di esseri umani e non puoi salvare quelle vite, ti alzi e te ne vai.

L’ultima frontiera della dignità e della libertà è: non in mio nome! E se qualcuno lo avesse fatto avrebbe avuto degli effetti. Chi giustifica un tale comportamento in realtà sta giustificando se stesso nelle sue piccole, infinite nefandezze quotidiane.

La favoletta del “è meglio restare in posizioni di potere perché almeno puoi fare qualcosa” è l’ipocrisia con cui da decenni passa qualunque nefandezza. Chi resta a giustificare nefandezze lo fa per tornaconto personale. Il problema fondamentale è che abbiamo perso il senso dell’onore e della vergogna. Essere complice di nefandezze è qualcosa di cui un uomo si dovrebbe vergognare.

Se viene meno l’onore e la vergogna, perché tanto c’è sempre una giustificazione, non c’è legge che tenga. Se riusciamo ad essere complici di crimini e guardarci allo specchio e dormire la notte, non c’è magistratura che tenga. 

Da www.byoblu.com 

Nella primavera del 2021 c’era una gran confusione tra le file del CTS a proposito dei vaccini, soprattutto su AstraZeneca e sulle fasce di età a cui proporlo.

Il vaccino che doveva essere ritirato

Già da aprile di quell’anno, il preparato era finito in tutta Europa sotto accusa per le possibili falle nella sicurezza e alcuni paesi europei erano corsi ai ripari raccomandandolo solo agli over 60.

Tuttavia, il farmaco in Italia continuava ad essere somministrato a tutti, nonostante i pareri contrastanti all’interno dello stesso CTS. Poi, la tragedia che non si può ignorare: la morte della 18enne ligure Camilla Canepa, dopo la somministrazione del vaccino durante uno sciagurato open day.

Una morte che si poteva evitare “se si fosse lavorato in maniera diversa”. A lasciarsi andare a queste esternazioni è Fabio Ciciliano durante una riunione a porte chiuse resa pubblica dal quotidiano La Verità.

La riunione

È l’11 giugno 2021 e i toni si scaldano, soprattutto perché non c’è convergenza tra i membri del Cts sulla fascia d’età a cui somministrare AstraZeneca e Johnson & Johnson.

Il problema è squisitamente politico, come si evince da un “fuori onda” durante la stessa riunione.

Giorgio Palù, oggi dirigente Aifa, risponde a una chiamata privata ma dimentica di chiudere il microfono. Si sente distintamente quindi il medico parlare di “pressioni” sul portare più in basso l’età della somministrazione.

I pareri del Cts dunque, spacciati come verità incontrovertibili di fronte alle telecamere, erano più simili a elastici pronti ad allungarsi a seconda della volontà politica.

I timori di Speranza

In particolare, il Ministro della Salute Speranza cerca di convincere il Comitato tecnico scientifico a non fare passi indietro sulla somministrazione del vaccino.

In un’altra riunione, precedente , è il 9 di giugno, l’ex ministro appare decisamente spaventato all’idea di rimettere in discussione il vaccino Astrazeneca: “Per mesi abbiamo detto che questo vaccino era sicuro, cerchiamo di non riaprire il casino totale dopo che lo abbiamo usato su 7 milioni di persone”, dice Speranza, il cui timore è legato più alla possibilità di un dibattito scomodo all’interno del Paese che non al pericolo cui ha potenzialmente esposto i cittadini che era chiamato a rappresentare.

A rendere ancora più inquietanti quei tentativi di spingere ancora il vaccino, c’è il fatto che in quelle stesse ore la giovane Camilla lottava tra la vita e la morte. Morirà, infatti, il 10 giugno 2021.

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