IL 15 LUGLIO DI DUE ANNI FA CI LASCIAVA GIANNI MAIO, UN FRATELLO MAGGIORE
GIANNI MAIO se ne andava due anni fa: con lui è andato via un amico, un fratello maggiore! Questo era Gianni per me: e la sua perdita ha riacceso i ricordi di un tempo passato senza preoccupazioni, dando il via a quel “come eravamo” che ha segnato gli anni più belli della nostra giovinezza. Tornano in mente il Ventennale delle Radio Libere, la schedina falsa giocata e controllata da lui quando stava, ignaro, alla cassa del Bar Castelli, i primi complessini assieme a Mario Perlungo, Totuccio Picciolo e Michele Gattuso, con la foto sui cavallucci in marina immortalata e pubblicata sul libro DALLA SENA IN POI…. E poi, sempre con Totuccio Picciolo e Michele Gattuso, la fondazione di Radio Milazzo.
I ricordi vanno sicuri agli inizi di quell’avventura radiofonica che dura dal 1976. Gli anni con Pietro La Malfa che armeggiava sulle apparecchiature, come tecnico, in quella che divenne Radio Tele Mediterraneo! In quei tempi ormai lontani ogni radio, in ogni città, riusciva ad entrare nelle case di tanti amici prima sconosciuti ma che poi, piano piano, avrebbero atteso il tuo programma, avrebbero conosciuto la tua voce, avrebbero richiesto i motivi con qualcuno al quale dedicarli era una sola grande famiglia! Mi chiese tanti dischi a 45 giri Gianni, e senza esitare gli dissi di prenderli, tanto un giorno me li avrebbe ridati… In quegli anni cominciavamo a diventare professionali, ognuno nel proprio settore musicale, con una propria specializzazione! Eravamo a Milazzo, al n. 39 di Via Giorgio Rizzo, dove nacque la televisione privata e vennero offerti programmi sempre più impegnativi, nuove conoscenze, nuovi conduttori, tanti giovani attratti dalla novità e si offrivano di collaborare. Finalmente Pietro La Malfa aveva una radio tutta sua, nella quale Gianni Maio, io, Tony Scuderi, Beppe Alfano, Santina Contarino, Pippo Midili, i fratelli Ocera, Jo Melles, Arturo Brigandì e tantissimi altri che non oso citare per timore di dimenticare sempre qualcuno, si davano il cambio…
E’ il passato che ritorna, quel passato che non è mai andato via; quel passato che ci ha tenuti legati e ci teneva profondamente giovani. E tu sei rimasto giovane, Gianni, anche se hai avuto malanni che hanno minato la tua salute.
Nei miei ricordi di ieri non sei mai invecchiato: saresti rimasto eternamente giovane, come tutti noi. Per il secondo anniversario della tua partenza sei sempre in mezzo a noi, e ti assicuro che nessuno dei vecchi amici ti ha dimenticato. Lo sai che anche noi un giorno verremo a trovarti, lassù?
Per fare ancora radio ed entrare nelle case degli ascoltatori, dici? Boh… non lo so: ma se vuoi, possiamo sempre provarci!
Ciao, amico mio.
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