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IL COMICO CILINDRO SI ISPIRAVA A PETROLINI?

ettore-petrolini IL COMICO CILINDRO SI ISPIRAVA A PETROLINI? cilindro IL COMICO CILINDRO SI ISPIRAVA A PETROLINI?di Sergio Chillè

Prima di morire aveva fatto in tempo a dire: “Morire a cinquant’anni, che vergogna!”. Ettore Petrolini ha rigirato la comicità come un guanto, ha rivoluzionato l’avanspettacolo e indicato una nuova via della risata all’inizio del secolo scorso. Artista geniale, ancora troppo sconosciuto per la sua grandezza. Cantore di quell’identità dei rioni romani che sta svanendo tra i vicoli della Capitale assaltati dal sovraffollamento turistico o come avrebbe detto Gastone, “i londrini dicono over tourism..”.

Il cuore di Petrolini si ferma la notte del 29 giugno 1936, proprio il giorno che festeggia i santi Pietro e Paolo, patroni di Roma. Manco a farlo apposta. O forse si… chissà. Nato a Roma nel 1884 e cresciuto nel rione Monti, Petrolini scopre presto la sua vocazione per il palcoscenico. Ribelle e insofferente alle regole, lascia la scuola e inizia a esibirsi nelle piazze, nei caffè-concerto della capitale dove prende forma il suo talento, fatto di improvvisazione, parodia e una straordinaria capacità di deformare la realtà per metterne a nudo i vizi e le ipocrisie. In breve, diventa uno degli attori più amati d’Italia, inventando personaggi entrati nella storia dello spettacolo come Gastone, Fortunello e Nerone.  Oltre che attore, Petrolini è anche autore e cantante: molte delle sue canzoni, tra cui “Tanto pe’ cantà”, si affermano come veri e propri classici.

Il suo stile anticonvenzionale anticipa per molti aspetti alcune suggestioni delle avanguardie del primo Novecento, dal Futurismo al teatro dell’assurdo, mentre il suo rapporto con il Fascismo è segnato da una dichiarata sintonia con il regime, non priva però di risvolti ironici.

Negli ultimi anni, segnati dalla malattia, Petrolini si ritira nella villa di Castel Gandolfo. Muore nel 1936 a Roma, lasciando un’eredità artistica che influenzerà profondamente generazioni di attori, da Totò ad Alberto Sordi fino a Gigi Proietti.

A 90 anni dalla sua scomparsa su Rai Storia e su Rai Play è possibile vedere la replica della puntata della terze serie di Inimitabili, (mandarla in onda sulla generalista forse era chiedere troppo!), dove si racconta  la vita di Petrolini. A guidarci in un viaggio unico le testimonianze di Franco Petrolini, nipote dell’artista e custode della sua memoria, del regista e studioso Luca Verdone e dell’attore Gabriele Cirilli, che esordì proprio interpretando Petrolini nella scuola di Gigi Proietti. Le loro voci, con le immagini d’archivio e le letture tratte dalle sue opere, disegnano il ritratto di un grande protagonista della scena teatrale del XX secolo. Il racconto della vita di Petrolini passa attraverso i luoghi simbolo della sua storia: il rione Monti, la villa di Castel Gandolfo, il teatro Sala Umberto, il Teatro Petrolini ed infine il cimitero del Verano, dove è sepolto. Grazie ai documenti conservati nel Fondo Petrolini della SIAE, prende forma il ritratto di un artista inimitabile, capace di trasformare la comicità in uno specchio della società italiana.

Chissà se il nostro concittadino Antonino Francesco Caragliano in arte Nino Cilindro si ispirasse proprio a Ettore Petrolini.

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