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IL FESTIVAL DI SANREMO: UN DEGRADO DEL QUALE SI PARLA MENTRE ATTORNO A NOI PIOVONO LE BOMBE

Sanremo-2026-Sitiscommesse.com-cover-image IL FESTIVAL DI SANREMO: UN DEGRADO DEL QUALE SI PARLA MENTRE ATTORNO A NOI PIOVONO LE BOMBEIl festival di Sanremo è da anni un fenomeno culturale di costume che risolleva economicamente le sorti della città ligure.

Mettendoci tutta la buona volontà per sorbirsi qualche minuto della kermesse non si può che rimanere attoniti. Vi sono una trentina di cantanti in gara, di cui una larghissima parte con quasi nessuna pubblicazione alle spalle. Vi sono i “figli di” che si mettono a fare rap e danno lezioni sulla durezza della vita e l’importanza di rialzarsi (!!!). Vi è un investimento di denaro enorme per fare sollazzare tutta una serie di vip, politicanti e personaggi di potere che si piazzano lì, nelle prime file, a canticchiare come bambini felici a cui han appena dato la caramella (fuori luogo la battuta del conduttore secondo cui la Meloni, per entrare, doveva pagare il biglietto).

Vi sono brani indecenti, probabilmente la gran parte messi in piedi con l’intelligenza artificiale, testi banali e pessimi con 4, 5 o anche 6 persone dietro la scrittura di ognuno. Vi è un’ orchestra sinfonica di gente che ha studiato al conservatorio messa al servizio di rapper malvestiti Abbiamo tutti i media di regime che per una settimana non parlano d’altro se non dei “look” degli “artisti”.

È un carrozzone davvero indigesto ma fa comodo perché il Festival è stato definito, addirittura nel 1975 da un assessore, patrimonio della città.

Far notare queste cose significa prendere atto della bassezza di tutto ciò che viene divulgato in tali palcoscenici, perché teoricamente ci si dovrebbe aspettare da quel palco la musica italiana, rappresentata ai suoi massimi livelli, in cui cantanti italiani invitati come ospiti debbano piuttosto partecipare e mettersi in gioco: migliorando la qualità dei contendenti e offrire uno spettacolo gradevole, anche senza desistenza delle altre reti televisive.

Un festival che si trascina per diversi mesi con frequenti incursioni sul telegiornale del direttore artistico dovrebbe essere ignorato  e non parlarne affatto: meglio soffermarci sullo stato comatoso del nostro paese. Non sarà certo il nostro marginale punto di vista a far aumentare il seguito di tali spettacoli.

Lo snob è quello che non guarda neppure e giudica dall’alto. Altra cosa è l’osservazione, la constatazione e il senso critico.

Nulla si salva dal degrado sanremese, davvero nulla. Neppure chi prova a portare generici messaggi di “pace” fuori contesto mentre Sion in queste ore attacca l’Iran.

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