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IL VANGELO DI DOMENICA 10 AGOSTO ed il suo commento

vangelo-dieci-agosto IL VANGELO DI DOMENICA 10 AGOSTO ed il suo commentoDal Vangelo secondo Luca
Lc 12,32-48
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 10 AGOSTO 2025 (Lc.12,32-48)

Quando il brano del Vangelo è molto lungo, nello spazio breve di un post, occorre scegliere cosa e come commentare, e questa scelta non è mai facile perché gli argomenti sono tanti. In questo brano il tema di fondo è il servizio e la solidarietà. Gesù invita i suoi discepoli, il piccolo gregge, a considerare secondari i beni materiali rispetto a ciò che veramente conta: i rapporti positivi e generosi con gli altri. “Perché dove è il vostro tesoro, là è anche il vostro cuore”. Nella cultura ebraica il cuore è la sede della mente, del pensiero e della coscienza. Quindi là dove è orientato il pensiero, là risiede ciò che vale nella propria vita. In altre parole se il pensiero del soggetto è orientato ai beni materiali, questi saranno le cose che nella sua vita valgono di più. Se invece il pensiero, la coscienza è orientata alla fratellanza e alla solidarietà, questi valori nella vita del soggetto, sono quelli che valgono di più. Si tratta, ovviamente, di una scelta sempre libera e personale. “Siate pronti con le vesti strette ai fianchi”. L’abbigliamento di 2000 anni fa consisteva in una tunica lunga fino ai piedi sia per gli uomini che per le donne. Quando si svolgeva un lavoro, per facilitare i movimenti, la tunica veniva legata ai fianchi con una cintura. Questa indicazione di Gesù è un invito ad essere sempre pronti a svolgere un servizio a favore degli altri. “…e le lampade accese”. Nelle nostre chiese, vicino al tabernacolo, vi è sempre una lampada accesa: è un segno che indica la presenza di Dio. Qui Gesù afferma una cosa meravigliosa. Essere lampada accesa, luminosa, è segno che il divino è presente in chi svolge un servizio! Il discepolo che si prodiga a favore degli altri, diventa la vera Chiesa da cui si manifesta e risplende la presenza del divino! Conoscere il Vangelo ci fa acquisire questa straordinaria consapevolezza. Gesù prosegue il suo insegnamento con una specie di parabola che lascia tutti sbalorditi. Un padrone (Gesù) torna dalle nozze (Lui è lo sposo, colui che ama) e bussa alla porta (chiede il permesso di entrare perché si propone, mai si impone) e trova i servi svegli (pronti al servizio). Fin qui tutto normale, ma arriva il paradosso: il padrone si stringe la tunica ai fianchi, poi fa mettere i servi seduti a tavola e passa a servirli! Incredibile! E’ un modo elegante per far capire cos’è l’Eucaristia. E’ Gesù che, invece di farsi servire, è Lui che si fa servizievole, utile, benefico, datore di vita a tutti. Questo concetto lo esplicita chiaramente al capitolo 22: “Io sto in mezzo a voi come Colui che serve” (Lc.22,27). Poi invita alla vigilanza con un’altra metafora. “Se il padrone di casa sapesse quando viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa”. Il ladro rappresenta il momento negativo, di pericolo oppure di bisogno. In queste circostanze occorre essere vigili e pronti per risolvere la situazione di difficoltà e aiutare chi ne è vittima. Ma se i servi anziché vigilare pensassero solo ai fatti propri, alla convenienza personale, (mangiare, bere e ubbriacarsi), “il padrone li punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli”. Questa espressione sembra una minaccia ma Gesù non spaventa nessuno… fa solo capire, con un linguaggio adatto ai suoi ascoltatori, le conseguenze di un comportamento ingiusto. I versetti 47 e 48, forse, sono stati aggiunti in epoca medievale; le tante percosse furono identificate con l’inferno mentre le poche percosse diventarono il purgatorio. L’inferno è una condizione di sofferenza e allontanamento da Dio durante la vita biologica ma che la sua misericordia, può redimere e perdonare. Il purgatorio è anch’esso un vocabolo per indicare un percorso di crescita spirituale.

MARIELLA RAPPAZZO

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