IL VANGELO DI DOMENICA 11 GENNAIO ed il suo commento
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3,13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
RIFLESSIONE SUL VANGELO DI DOMENICA 11 GENNAIO 2026 (Mt.3,13-17)
Quando da ragazza mi capitò di leggere questo brano, provai un certo disagio di fronte all’espressione “si aprirono i cieli” e smisi di leggere il Vangelo. Diversi altri brani, come per esempio quello in cui Gesù cammina sull’acqua, mi appariva più vicino alla fantasia che non alle leggi della realtà (Mc.6,45-52). Dovettero passare molti anni prima di imparare che gli Evangelisti hanno usato un linguaggio simbolico-metaforico-teologico e acquistare la chiave interpretativa del più grande capolavoro della letteratura mondiale che è il Vangelo. Perché Gesù si è fatto battezzare? Nel corso dei secoli sono state avanzate diverse spiegazioni… ma tutte concordano che non doveva farsi cancellare nessun peccato, compreso quello originale di cui nel Vangelo non c’è alcuna traccia. Considerato che la parola battesimo significa immersione, io propendo per questa interpretazione: Gesù si è fatto battezzato per rendere visibile la sua “immersione” nella missione che sentiva importante da compiere. Qual era la sua missione? Gesù osservava la realtà del suo tempo, la società in cui viveva e si rendeva conto delle ingiustizie dei potenti a scapito dei più deboli. Nel suo cuore amava gli uni e gli altri in quanto esseri umani, amava sia gli oppressi che gli oppressori. Ai primi rivolgeva la sua protezione, ai secondi il suo invito alla conversione. La sua missione era quella di aprire gli occhi agli uni e agli altri. Ai poveri riconosceva la dignità e li spingeva a cercare i propri diritti, ai ricchi li esortava ad essere onesti e a mettere in comune i beni della terra. A tutti chiedeva la conversione cioè eliminare l’ingiustizia che è peccato. Se ciò fosse accaduto, si sarebbe realizzato il Regno di Dio in terra. Diventò così l’annunciatore di una Bella Notizia (Evanghelium = Vangelo) che si manifesta in diversi contenuti: 1° Ogni individuo ha valore e dignità.
2° L’amore di Dio è per tutti gli Uomini e il suo perdono è l’unico mezzo pedagogico usato.
3° Ogni individuo può e deve sviluppare la legge del desiderio di pienezza di vita che è infinitamente superiore dell’ubbidienza al legalismo rituale.
4° La vera felicità, che tutti desiderano, non risiede nel potere ma nel servizio.
5° La salvezza non si ottiene dicendo “Signore, Signore” ma imitando il Suo stile di vita e la propria coscienza (Mt.7,21).
6° Esiste un Valore più alto, una Verità ultima, un’etica Universale di bene e di amore a cui dedicare la vita intera. Il suo insegnamento è stato ed è, decisamente “politico” nel senso più alto e più nobile del termine. Questo suo intento, e la successiva attività, fu indubbiamente approvata da Dio e gli evangelisti per esprimere tale approvazione, inserirono nel racconto 3 elementi metaforici: la voce dal cielo, la colomba e i cieli aperti. Lo Spirito di Dio, cioè la forza vitale e amorevole del Creatore, simboleggiato dalla colomba, “ricoprì con la sua ombra” interamente Gesù (Lc.1,35) e lo abilitò alla sua missione: aprire gli occhi alla gente e far capire che il Regno di Dio in terra, cioè una società intrisa di giustizia, è possibile. I cieli aperti significa che tra Dio e gli Uomini, non c’è alcuna distanza e neppure chiusura di castigo, infatti Gesù è colui che rende visibile, reale, presente, umano, il Padre Creatore e il suo stile è stato il perdono sino alla fine anche a chi non lo meritava. L’insegnamento di Gesù, il Vangelo, è laico e politico insieme perché se oggi viviamo nella democrazia, se c’è una maggiore sensibilità verso la tutela dei diritti personali, è tutto merito Suo e chiede a noi di proseguire la sua missione.
MARIELLA RAPPAZZO
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