IL VANGELO DI DOMENICA 17 AGOSTO ed il suo commento
Lc 12, 49-53
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”.
C: Parola del Signore.
COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 17 AGOSTO 2025 (Lc.12,49-53)
Se questo brano fosse letto senza capire la metafora, sarebbe un grave errore. Quando i primi ominidi scoprirono e governarono il fuoco, cominciò l’umanità che poté progredire mangiando cibo cotto. Il fuoco è principio creatore ma può essere anche disruttivo e mettere paura… infatti, nella Bibbia ha un doppio significato: di castigo che distrugge e di amore che vivifica.
Per Giovanni Battista il fuoco è un mezzo per distruggere e castigare (Mt.3,12) lo stesso vale per i discepoli che vogliono incenerire chi non è disposto a diventare discepolo (Lc.9,54). Gesù dice apertamente di essere venuto a gettare fuoco sulla terra applicando a queste parole il secondo significato: non un fuoco che distrugge ma uno che alimenta la vita. Quello stesso fuoco che sa accendere ogni bravo docente nel cuore degli alunni, cioè il desiderio di sapere, il piacere di imparare. Il fratello fuoco di San Francesco è giocondo, robusto e forte, e arde come l’amore. Gesù è venuto a portare questo tipo d’amore fra gli uomini sulla terra e vorrebbe tanto che quest’ amore ardesse nel cuore di ciascuno. “Ho un battesimo nel quale sarò battezzato”.
Letteralmente questa espressione significa: c’è una immersione (missione) nella quale devo essere immerso. In altre parole Gesù deve completare il suo compito restando fedele a se stesso quando sarà ucciso per mano dei potenti. Il Signore desidera che questo avvenga per dimostrare come è fatto Dio e così poter donare il suo Spirito, la sua stessa capacità d’amare a quanti lo accolgono. Desidera che questo avvenga non nel senso che vuole morire! Ma nel senso che vuole dimostrare che Lui non incarna un Dio di potere e di castigo, ma un Padre capace di donare solo amore e perdono. Un Dio creatore completamente diverso da come credevano i suoi contemporanei. “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, sono venuto a portare divisione”. Apparentemente è una frase spiazzante quindi occorre capirne il significato corretto. Nel linguaggio comune pace significa assenza di guerra e anche accettazione dello status quo, dove pochi hanno privilegi e molti soffrono povertà. Nel linguaggio di Gesù, invece, pace significa giustizia dove tutti possono ricevere ciò di cui hanno bisogno. Per Gesù pace non è assenza di conflitto infatti, i conflitti li crea lui stesso… quando sprona la gente ad aprire gli occhi, ad essere vigili e responsabili, a ribellarsi alle ingiustizie sociali e religiose. Quando dice: “porgi l’altra guancia” intende spezzare la spirale di violenza, perché il male si deve fermare: no alla vendetta, si alla giustizia. “D’ora innanzi, se in una famiglia ci sono 5 persone saranno divisi 3 contro 2 …” .
Gesù è segno di contraddizione (Lc.2,34) tra chi rifiuta il suo messaggio e chi lo accoglie. “Padre, madre, suocera” sono termini per indicare chi è attaccato ai vecchi disvalori di comando e dominio. “Figlio, figlia, nuora” sono termini per indicare chi è orientato ai nuovi valori proposti da Gesù e sintetizzati nel Vangelo. Ciò che è vecchio e sorpassato deve aggiornarsi ai nuovi parametri della società auspicata da Gesù. La divisione e la contraddizione è tra chi resta ancorato al passato di un Dio potente e tra chi adora un Padre che dona vita e amore a tutti. Gesù desidera accendere la scintilla d’amore nel cuore di ognuno, quella stessa scintilla che fa cantare Massimo Ranieri: “Se bruciasse la città, da te, da te, da te io correrei…”
MARIELLA RAPPAZZO
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