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IL VANGELO DI DOMENICA 21 GIUGNO ed il suo commento

vangelo-21-giugno IL VANGELO DI DOMENICA 21 GIUGNO ed il suo commentoDal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore.

RIFLESSIONE SUL VANGELO DI DOMENICA 21 GIUGNO 2026 (Mt 10,26-33)

Per molti secoli l’economia dei popoli, è stata fondata principalmente sulla pastorizia e l’agricoltura. La pastorizia forniva la lana per i tessuti, la carne, e il latte con i suoi derivati. L’agricoltura era svolta esclusivamente con la forza delle braccia quindi, coltivare la terra, richiedeva fatica e conoscenze agrarie, non sempre coronate da successo. Ma i pericoli maggiori, che preoccupavano i contadini, erano il clima avverso e i passeri che divoravano la semente. A nulla servivano gli spaventapasseri perché gli astuti uccelli comprendevano presto che quel fantoccio, era innocuo.  Se era impossibile scacciarli, i contadini cercavano di catturarli con delle reti ma valevano poco perché non erano granché neppure da mangiare. Gesù li usa come esempio per spiegare un principio fondamentale: ciò che può sembrare inutile o perfino dannoso… agli occhi di Dio è importante. E se ha valore un uccello, molto di più un essere umano. La CEI traduce così: “Neppure uno di essi (i passeri) cadrà a terra senza il volere del Padre vostro”. Da questa traduzione deriva il proverbio: “Non cade foglia che Dio non voglia”, attribuendo al volere di Dio tutti gli accadimenti positivi e negativi. Da questa interpretazione deriva che Dio vuole il bene e anche, misteriosamente, il male, o quantomeno lo permette. La moderna esegesi non è d’accordo con questa traduzione e sostituisce la parola volere con sapere. Dio sa, conosce tutto quello che sta dentro l’animo umano. Gesù assicura che tutti gli uomini hanno un valore inestimabile, quindi nessuno abbia paura di vivere la propria vita. E’ un messaggio positivo, non fatalista e neppure rassegnativo. “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo perché non hanno potere di uccidere la Vita che è in voi, preoccupatevi solo di non perdere l’anima”. La coscienza, la mente, l’anima, la vita interiore, sono tutte espressioni per indicare la psiche. Gesù ci avverte di non perdere la coscienza cioè di non essere indifferenti di fronte alle ingiustizie ma di perseguire ciò che è bene e ciò che è giusto. Gesù ha perso il corpo, è stato ucciso ma non ha perso sé stesso, la sua anima è rimasta fedele al Bene supremo che Lui chiama Padre. Chi perde la propria coscienza e fa il male senza rimorso… ha perso sé stesso; non vive da risorto perché è interiormente morto. Occorre chiedersi: qual è il senso della vita? E’ l’egoismo, il divertimento effimero, lo shopping compulsivo? O non è piuttosto coltivare interessi orientati al bene e alla giustizia, stabilire relazioni pacifiche e assumersi la responsabilità delle proprie azioni? In effetti l’unica cosa che ci rende davvero felici è l’approvazione di sé stessi, la coscienza pulita. Quello che Gesù diceva attorniato dalle “tenebre” cioè dai malvagi, noi che siamo “luce del mondo e sale della terra” (Mt.5,13-16),  come Lui ci ha definiti, dobbiamo gridare i suoi insegnamenti dal tetto delle case, da ciò che sta più in alto. Ecco, se Gesù avesse conosciuto Internet, sicuramente lo avrebbe usato. Quando l’amore si fa servizio, può passare anche attraverso i moderni mezzi di comunicazione.

MARIELLA RAPPAZZO

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