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IL VANGELO DI DOMENICA 5 APRILE, SANTA PASQUA, ed il suo commento

pasqua-risorto IL VANGELO DI DOMENICA 5 APRILE, SANTA PASQUA, ed il suo commentoDal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO 

“Perché cercate tra i morti colui che è vivo? E’ risorto, non è qui” (Lc.24,5-6). Questo è l’annuncio centrale della Pasqua. Nel Vangelo di Luca l’annuncio è messo in bocca a due uomini “dall’abito sfolgorante” (Lc.24,4). La tradizione cristiana li chiama angeli ma l’abito indica la personalità, se è sfolgorante vuol dire che la loro personalità è splendida e lo è perché sono discepoli di Gesù. L’annuncio è rivolto alle donne “impaurite” e tende ad infondere coraggio. Ecco un punto importante: la paura che attanaglia le donne.  Paura di non essere abbastanza, di fallire, di crescere, di educare i figli, delle malattie e tanto altro ancora… in definitiva, paura di vivere. Eppure la paura non è sempre negativa perché può essere uno stimolo a migliorare, e se la dinamica della vita comporta anche il rischio di sbagliare… pazienza. “D’ora in poi” (Gv.8,11), l’esperienza orienta. E dunque rivestiamoci “dell’abito sfolgorante”, quello che non si compra in nessuna boutique perché se abbiamo Gesù nel cuore, siamo certe che: “ Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt.28,20).  Quale migliore compagnia?

AUGURI!!

Mariella RAPPAZZO

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