Caricamento in corso

IL VANGELO DI DOMENICA 7 SETTEMBRE ed il suo commento

Luca-533-39 IL VANGELO DI DOMENICA 7 SETTEMBRE ed il suo commentoDal Vangelo secondo Luca – Lc 14,25-33

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. 
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 7 SETTEMBRE 2025 (Lc.14,25-33)

Questo brano come molti altri, usa un linguaggio che va decodificato e mai preso alla lettera. Apparentemente, la richiesta di Gesù di essere amato più dei propri familiari, sembra inaccettabile. Ogni volta che leggiamo un brano del Vangelo, dobbiamo fare una distinzione importante tra “cosa” ci vuol dire l’Evangelista da “come” ce lo dice. Il “cosa” è il messaggio formulato da Gesù, il “come” è il linguaggio usato dall’Evangelista nel riferire il messaggio. In questo caso, Gesù non intende minimamente creare dissidi all’interno della famiglia, bensì vuole affermare che se i vincoli familiari dovessero diventare un impedimento alla sua sequela, occorre distanziarsi da tali vincoli. Sarà bene allontanarsi da ciò che lega o imprigiona perché il vero discepolo/a è una persona pienamente libera. Libertà significa amare il bene e la giustizia senza scendere a compromessi di accomodamento o convenienza. Amare Gesù non significa non amare le persone care… sarebbe un’incongruenza! Il Signore non chiede di stare al centro della vita del credente a scapito dell’amore verso i figli, il marito, la moglie, i genitori… sarebbe un controsenso! Qui, invece, mette in guardia da certi condizionamenti o compromessi che possono intiepidire o svilire lo slancio vitale e amante che il fedele ha interiormente. Il vero discepolo/a deve anche accettare di portare la croce. Quest’ affermazione, in passato, è stata interpretata come il suo invito a sopportare pazientemente le disgrazie che coincidevano con malattie, menomazioni fisiche o sofferenze dovute a dispiaceri di vario genere. Ognuno aveva la sua croce e tale sofferenza univa il credente più intimamente al Signore. La riflessione teologica moderna, invece, fa un’altra considerazione e chiede: cos’è stata la croce per Gesù? E’ stata lo strumento della sua morte, simbolo del rifiuto, del disprezzo e della persecuzione. Quindi il messaggio ai suoi ascoltatori è questo: se vogliono diventare suoi discepoli, devono accettare di essere come lui rifiutati, disprezzati e perseguitati. Se non si accettano le conseguenze che comporta la sequela, se si scende a compromessi per il quieto vivere, non si è pienamente discepoli. L’imitazione di Gesù è sempre una scelta difficile perché richiede molto coraggio e rinunce alla propria reputazione. Pare che quando tutti dicono bene del signor Tal Dei Tali, e questi non ha nemici, vuol dire che non è un bravo discepolo. Se invece lo è, si tratta di una persona che disturba… soprattutto i potenti perché si pone sempre a difesa dei più deboli. Pertanto, la crocetta d’oro che indossiamo è un oggetto simbolo dell’amore che vince il male e della vita che vince la morte. Poi Gesù propone due esempi in cui mancano i mezzi e le risorse per fare ciò che si vorrebbe. A un costruttore mancano i materiali per edificare il suo palazzo e a un Re mancano i soldati per vincere la guerra. Di fronte a queste situazioni, ci saremmo aspettati che Gesù invitasse a fare di tutto per aumentare i mezzi che mancano… invece ribalta tutto. Al posto di aumentare, propone di rinunciare a fare ciò che si era progettato perché se il costruttore si arricchisce con il suo palazzo, non è stato generoso con chi aveva solo una baracca. Se il Re ha ingrandito il suo esercito con altri soldati, ha solo ucciso più uomini dell’esercito opposto invece di impegnarsi per la pace. In sintesi ecco tre indicazioni per il discepolo: 1) Eliminare lacci e lacciuoli, anche familiari, se questi impediscono di imitare Gesù. 2) Accettare di essere rifiutato, discriminato e perseguitato. 3) Rinunciare al prestigio che danno le ricchezze e il potere.

MARIELLA RAPPAZZO

Strumenti di condivisione:

This website stores cookies on your computer. These cookies are used to provide a more personalized experience and to track your whereabouts around our website in compliance with the European General Data Protection Regulation. If you decide to to opt-out of any future tracking, a cookie will be setup in your browser to remember this choice for one year.

Accept or Deny