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IL VANGELO DI DOMENICA 9 NOVEMBRE ed il suo commento

Giotto_di_Bondone_-_No._27_Scenes_from_the_Life_of_Christ_-_11._Expulsion_of_the_Money-changers_from_the_Temple_-_WGA09209 IL VANGELO DI DOMENICA 9 NOVEMBRE ed il suo commentoDal Vangelo secondo Giovanni
Gv 2,13-22

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».  
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Parola del Signore. 

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 9 NOVEMBRE 2025 (Gv.2,13-22)

Questo episodio è talmente tanto importante che ne parlano tutti e quattro i Vangeli. Gesù entra nel Tempio di Gerusalemme e quello che vede non gli piace. Vede che i sacerdoti Israeliti avevano stabilito quanto segue: affinché il popolo potesse ottenere il perdono delle colpe e la grazia di Dio, dovevano fare delle offerte nel Tempio secondo un certo tariffario. Le offerte potevano essere in denaro oppure con animali di varia grandezza (uccelli, ovini e bovini) che erano sacrificati a Dio durante le cerimonie ufficiali. A Gerusalemme e dintorni circolavano diverse tipologie di monete alcune delle quali raffiguravano l’effige dell’Imperatore Romano. Considerato che nel Tempio non poteva entrare nessuna immagine del potere (perché questo apparteneva solo a Dio), occorreva cambiare le monete con altre prive di effigi umane. Chi svolgeva il ruolo di cambiavalute, molto spesso imbrogliava a scapito dei poveri sprovveduti.

Gesù si ribella all’idea che gli uomini debbano offrire qualcosa a Dio per essere perdonati e afferma che il Suo amore non ha un prezzo, ma è dato gratis a tutti. Infatti, il Padre non ha bisogno di oggetti o animali e non toglie il necessario per vivere soprattutto ai poveri che chiama figli. E’ evidente che occorre distruggere questo mercimonio e le idee errate che l’hanno prodotto. Di fronte a questa situazione, Gesù compie un gesto che gli costerà molto caro: costruisce una frusta di cordicelle e con questo strumento tipico del pastore, caccia via chi vende e chi compra.  Buoi, pecore, colombi e cambiavalute, tutto finisce in un gran guazzabuglio di zoccoli, belati e invettive. Tutti sono sbalorditi di questo comportamento e quando dice: “Avete trasformato la casa di mio Padre in un covo di ladri”, allo sconcerto, subentra la rabbia  e l’odio dei capi religiosi. Come osa quest’Uomo chiamarci ladri e definire se stesso Figlio di Dio? O è matto o è blasfemo.

Il motivo vero però, non è tanto la blasfemia, quanto piuttosto il fatto che, se la gente gli dà credito, addio entrate economiche nel Tempio! Gesù denuncia il dominio del dio denaro e per questo non può passarla liscia. Il culmine dell’avversione è raggiunto quando dice: “Distruggete questo Tempio e in tre giorni lo riedificherò” . Quando è troppo è troppo: agli occhi dei capi religiosi, Gesù dev’essere eliminato.  Il Tempio era il centro dell’Istituzione religiosa, era il cuore di Israele, c’erano voluti 46 anni per costruirlo… era il vanto di un popolo che aveva Dio come capo. Distruggerlo significava inficiare il potere che rappresentava e di chi lo gestiva. “Ma Gesù parlava del Tempio del suo corpo”.  Gesù è il vero Santuario, il <luogo> che manifesta la presenza di Dio tra gli uomini. Il suo corpo oggi è la Chiesa, la comunità dei discepoli che riconoscono la presenza di Dio, non in un luogo fatto di mattoni, ma nell’intimo dell’individuo che ha accolto lo Spirito d’amore di Gesù. I tre giorni non sono da intendere in senso cronologico – temporale ma è un’espressione per indicare che è completamente, totalmente risorto, vivo per sempre. Come Gesù ha liberato il Tempio da falsi valori, allo stesso modo anche noi dobbiamo liberare il nostro tempio interiore che è la coscienza, da mistificazioni e manipolazioni. L’idea di “comprare” il perdono di Dio fu ripresa da papa Leone X nel 1517 con la “vendita delle indulgenze” perché gli servivano fondi per la costruzione della Basilica di San Pietro e altre chiese in diverse città. Questo scandalo fu una delle cause della protesta di Martin Lutero e la conseguente Riforma che portò allo scisma tra Cattolici e Protestanti.

MARIELLA RAPPAZZO

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