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IL VATICANO, IL CARDINALE PAROLIN E LA VISITA DI ORBAN

papa_orban_ipa IL VATICANO, IL CARDINALE PAROLIN E LA VISITA DI ORBANL’impalpabile Leone XIV, che ha circoscritto la visita in Vaticano di Viktor Orban ad un semplice scambio di saluti, dovrebbe stare molto più attento al mondo cattolico e non ammiccare al progressismo che sta rodendo i fondamentali della Chiesa.

Invece che alle guerre mediorientali che spopolano su media e social, dovrebbe prestare finalmente attenzione alle vicende della Chiesa d’Africa, sud Sudan e Nigeria in particolare, e dovrebbe chiedere a Parolin di misurare le sue dichiarazioni.

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, dice che la violenza in Nigeria “non è un conflitto religioso, ma sociale”.

Parolin potrebbe chiedere cosa pensa Monica Chikwe, una suora nigeriana che ha detto che “è difficile dire ai cristiani nigeriani che questo non è un conflitto religioso poiché quello che vedono sono combattenti vestiti interamente di nero, che inneggiano ‘Allahu Akbar’ e urlano ‘Morte ai cristiani’”.

Parolin potrebbe chiederlo anche al vescovo nigeriano Wilfred Chikpa Anagbe, che ha parlato alla Catholic News Agency della violenza contro i cristiani, che ha definito una “piena realizzazione dell’agenda islamica. In realtà stanno uccidendo sistematicamente i cristiani in Nigeria, hanno ucciso oltre 100.000 persone dal 2009 e hanno bruciato 18.000 chiese… Questi sono gli islamisti, Boko Haram. Questo è un tentativo di genocidio molto più grave di quello che sta succedendo a Gaza. Stanno letteralmente cercando di sterminare la popolazione cristiana di un intero Paese”.

E noi chiediamo a Leone di parlare, come ebbe a dire un grande Francesco Paolo Catania, rivolgendosi al re dei Belgi Albert dagli schermi della Rtbf relativamente all’affare Dutroux: Sire, parlez, parlez vite ou partez…..

E. P.

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