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IN MEMORIA DI PINO ITALIANO

pino-italiano IN MEMORIA DI PINO ITALIANOdi Filippo RUSSO
La memoria è un albero con tante foglie. Prima verdi e rigogliose, poi secche che si staccano lasciando nudo il ramo. Sotto, non troviamo più ombra – è vero – ma il tronco solido non si piega al vento, resiste alla tempesta, ci dice che insieme abbiamo attraversato le stagioni, visto scorrere gli anni, ci fa ricordare quel che giaceva, dimenticato, in un cantuccio dove volavano le farfalle e cantavano gli uccelli, e i genitori si scambiavano le visite, e noi ragazzi andavamo al convento di S. Papino a chiedere delucidazioni a Padre Antonio perché alle medie si studiava il latino, e un po’ più grandicelli si rincorreva un pallone, e delle sfide tra “Le tartarughe” e “I filosofi” si parlava per mesi, e la passione per il calcio che ci univa aveva il colore viola e rossoblù…
E poi il lavoro, il matrimonio, i figli… la vita che si dipanava con intreccio di gioie e dolori, di perdite laceranti e di fiduciosi innesti, e ancora bagliori e ancora nuvole…

Anche se negli ultimi tempi si parlava più di bollette da pagare, dei malanni che creavano fastidi, di un mondo in cui era sempre più difficile riconoscersi, bastava un nome, un volto, un sorriso… e spuntava la foglia verde del passato mai domo.
Ci siamo sempre rispettati come persone non in cerca di appariscenza, un vincolo d’affetto silenzioso ci univa.

La notizia della scomparsa di PINO ITALIANO mi addolora profondamente, accentua una solitudine sempre più marcata.

L’orologio impassibile batte l’ora dell’ultimo CIAO.

Un pensiero commosso ai familiari tutti. 

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