INIZIATIVE CHE NON HANNO NE’ CAPO NE’ CODA: LA FIRMA SUL WEB, AD ESEMPIO, NON VALE NIENTE!
Si moltiplicano le iniziative sul web, come al solito, fuori dalla realtà. Dopo che dai la tua adesione, non saprai mai che non hai raggiunto lo scopo. Ad esempio, si dice di aver raccolto 800.000 firme online per chiedere la cancellazione degli accordi UE-Israele. I toni erano entusiastici.
Ma cosa significa nella realtà? Nulla. Non perché la questione non sia importante, ma perché la politica estera europea non prevede meccanismi di revoca tramite petizioni sul web. Nessun accordo internazionale viene cancellato perché X persone hanno cliccato su un link.
Chi organizza queste raccolte firme lo sa. Eppure le presenta come un risultato, una soglia superata, un traguardo. Quante raccolte si sono organizzate negli anni? È disonestà intellettuale, si alimenta nei partecipanti la sensazione di aver fatto qualcosa, quando non è così. È aria fritta, si vuol dare l’illusione al popolino di avere voce in capitolo.
C’è poi un progetto, a dir poco grottesco, di mandare 300 esponenti del “dissenso” in parlamento. Proposta ignorante, campata per aria, con nomi peraltro davvero improponibili.
Il “dissenso” non è una categoria politica.
Non basta non essere d’accordo con qualcosa per avere la capacità di governare qualcosa. E soprattutto c’è un’assunzione implicita che andrebbe smontata: ossia l’idea che chi è “contro”, è onesto, affidabile, adatto.
Ma l’opposizione a qualcosa non è una qualifica morale sufficiente.
Le istituzioni hanno logiche proprie, resistenze proprie, tempi propri. Chi vi entra convinto che basti la propria purezza dissenziente per cambiarle dall’interno si ritrova quasi sempre assorbito o irrilevante.
Il punto di partenza non può essere “entriamo nelle istituzioni”, ma “lavoriamo su noi stessi”. Chi vuole cambiare il mondo dovrebbe cominciare da lì, non da una lista di nomi improvvisati su Facebook.
Purtroppo il web ha abbassato a zero il costo dell’azione simbolica, e molti hanno smesso di distinguere tra azione simbolica e azione reale. Firmare è diventato equivalente a fare. Condividere equivalente a costruire.
Il risultato è un attivismo che consuma energia emotiva senza produrre nulla e che fa molto comodo a chi ha interesse a tenere le persone impegnate a cliccare invece che formarsi seriamente.
WI
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