LA FLOTTIGLIA: BOMBE DI FANGO
di Alessio PRACANICA
La fregata italiana che accompagna la flottiglia ha la funzione di salvagente a motore. Avrà forse, come regole d’ingaggio, il potersi soffiare il naso, se cola, e raccogliere eventuali feriti. Per i morti, ci penserebbe la patria, con l’usuale minuto di silenzio.
L’unica reale funzione, molto teorica, è quella di deterrente passivo, hai visto mai gli attaccanti sbagliassero bersaglio, colpendola e sollevando la maretta di un minuscolo imbarazzo diplomatico. Che si concluderebbe con vibranti proteste (italiane) e solenni scuse (altrettanto italiane). Per il resto, si guarderà bene dall’entrare nell’area sottoposta a blocco, avendo forse, ma è un forse molto grande, solo licenza di autodifesa,
Due cose mi sembrano abbastanza probabili: se la flottiglia arrivasse a destinazione (a meno di imprevedibili capriole diplomatiche) il signor N. perderebbe la faccia, o quel che ne resta. Ergo… Va da sè, che attaccarla con ogni mezzo, aggraverebbe ancor di più l’isolamento diplomatico di Tel Aviv. Dovendo rispondere a 43 nazioni (la nostra non la contate).
Qualora ci fossero morti o feriti, in Italia partirebbe all’istante la macchina del fango contro i partiti (Pd, 5Stelle) che hanno parlamentari a bordo e contro tutti gli esponenti che stanno appoggiando l’iniziativa, dal cardinale Pizzaballa fino al terzo portiere del Forlimpopoli.
Alla flottiglia, in qualsiasi caso, va il merito di aver posto un grande problema politico, spingendo la destra mondiale nell’angolo dell’ultimo rifugio. Da cui, dubito abbia le doti necessarie per poter uscire.
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo