LA PROFEZIA DI BETTINO CRAXI
Craxi disse parole che oggi fanno ancora paura perché smontano l’intera narrazione moralistica.
Fu l’unico che ebbe il coraggio di fare ciò che nessun altro ha mai fatto:dire la verità in parlamento. “Il finanziamento irregolare dei partiti, soprattutto il partito comunista, è stato un sistema. Chi sostiene il contrario mente.”
Non era una giustificazione. Era un atto d’accusa contro tutti.
Craxi non disse “sono innocente”. Disse qualcosa di molto più grave: “Se questo è un reato, allora qui non c’è un colpevole solo. O siamo tutti colpevoli, o siamo tutti innocenti.”
E aveva ragione. Perché quel sistema era noto, tollerato, praticato da tutti i partiti, nessuno escluso. Ma Mani Pulite non cercava la verità: cercava un capro espiatorio. E il capro espiatorio fu Craxi. Non perché fosse il peggiore, ma perché era il più forte, il più autonomo, il più statista. Quando emerse la figura di Antonio Di Pietro, Craxi capì prima di tutti dove si stava andando a parare: verso la sostituzione della politica con la magistratura.
Craxi non attaccò “i giudici”. Attaccò l’idea che un Paese potesse essere governato per via giudiziaria. Disse, con lucidità spaventosa: “Non si governa una democrazia con le manette.”
E ancora: “State distruggendo i partiti, ma non state costruendo nulla.”
Questa è la frase che andrebbe incisa nel marmo. Perché la storia gli ha dato ragione.
Dopo Mani Pulite:
• i partiti sono diventati gusci vuoti
• il Parlamento è stato svuotato
• la politica ha smesso di decidere
• il potere si è spostato verso magistratura, media, tecnocrazia.
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