LA STORIA DELLA BAMBINA CHE SI E’ ADDORMENTATA PER SEMPRE…
C’è un luogo, a Palermo, dove il tempo si è seduto stanco. Ha appoggiato la testa contro la pietra fredda e ha chiuso gli occhi. E da allora non ha più avuto il coraggio di svegliarsi.
Lì, nascosta nel ventre delle Catacombe dei Cappuccini, dorme Rosalia. Rosalia Lombardo. Ma nessuno la chiama così. Per tutti è la Bella Addormentata. Perché questo è: una bambina di cristallo, sospesa come una piuma che non tocca mai terra, prigioniera di un sogno che nessuno osa interrompere.
Era nata quando il mondo era ancora giovane di guerre e speranze, nel 1918. Due anni appena. Due anni di mani piccole che cercavano il sole, di passi incerti sulle piastrelle fresche, di sguardi che erano finestre aperte sul futuro.
Poi la polmonite — quella ladra di respiri — le rubò il soffio, e il padre si trovò davanti al vuoto. Ma non volle che quel vuoto inghiottisse tutto. Così chiamò un uomo, uno stregone dei corpi e del tempo, Alfredo Salafia. E Salafia la prese tra le mani come si prende un passero caduto dal nido. Le diede un respiro nuovo: un segreto fatto di fluidi, di formule che sanno tenere a bada la morte.
Oggi Rosalia è lì. In una teca di vetro, dove il mondo si rifrange come in uno specchio che non si rompe mai. La sua pelle è una carezza rimasta sospesa nell’aria. Le ciglia sono ancora lì, leggere come piume, pronte a battere al minimo soffio. E gli occhi — quegli occhi che il tempo non ha osato velare — a volte sembrano schiudersi appena, come se cercassero la luce, come se seguissero un filo invisibile che solo lei vede.
Rosalia non è una mummia. Non è un ricordo.
È una poesia che il tempo ha dimenticato di chiudere. È la bambina che non ha mai smesso di dormire, mentre fuori il mondo corre, cade, si rialza. Lei no. Lei resta. Una piuma che il vento tiene sospesa, un respiro che non si spegne, un sogno che nessuno ha il coraggio di interrompere.
E se un giorno ti capiterà di passare lì, davanti a lei, ti accorgerai che stai trattenendo il fiato. Per paura di svegliarla. O forse perché, senza accorgertene, stai sognando insieme a lei.
Massimiliano Turricelli
Fonte: https://www.facebook.com/photo/?fbid=746915777700816&set=a.195710319488034
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