LA TV SPAZZATURA: PROGRAMMI CHE DOVREBBERO SPARIRE!
Ci viene detto che “i tempi sono cambiati” e i nuovi talenti musicali da anni emergono solo da XFactor. Ci dicono di non avere pregiudizi perché da lì passano tanti ragazzi talentuosi che propongono generi differenti.
Bene, osserviamo questo palcoscenico e basta una sola puntata per comprendere l’andazzo. È vero, ogni tanto arriva sul palco qualcuno che porta qualcosa di autentico, personale, difficile da etichettare, a costoro viene spesso risposto: “Non so come collocarti”, “Questa roba è troppo di nicchia, devi arrivare a più persone possibili”, “La roba che fai è troppo impegnata, non vai bene qui dentro”, e discorsi di questo genere. “Non so come collocarti” è una frase simbolo.
Secondo le logiche xfactoriane il primo giudizio su un’opera musicale non è al valore artistico in sé ma al “dove la metto poi sullo scaffale di Spotify”?
Una trasmissione che si propone di scoprire “nuovi talenti” rifiuta sistematicamente tutto ciò che non è classificabile commercialmente. Ma seriamente? Il “nuovo” che cerca X Factor non è il nuovo artistico, ma il nuovo commerciale – un volto fresco da mettere su un prodotto già confezionato, già catalogato, già digerito dal mercato.
“Devi arrivare a più persone possibili” è il mantra che ripetono.
L’ arte è mai avanzata cercando il minimo comun denominatore? Per rimanere in ambito pop, i Beatles erano mainstream quando hanno inciso Sgt. Pepper’s? Battiato pensava al mercato quando componeva L’era del cinghiale bianco? Come fa un paese a produrre cultura musicale se i suoi principali palcoscenici – quelli che raggiungono milioni di persone – insegnano sistematicamente che l’arte deve giustificare la propria esistenza in base alla sua immediatezza commerciale?
Si crescono generazioni di musicisti convinti che il loro compito non sia esprimere una visione, ma riempire uno slot già prestabilito.
I talenti veri devono imparare a non passare da luoghi che ragionano in tal abietta maniera.
Dignità e rispetto per l’arte.
I talent andrebbero fatti sparire dai palinsesti tv. Visione distorta del talento, dell’arte, della musica. Non è vero che tutti possono fare tutto, tutti possono cantare, recitare, etc… Come vogliono farci credere… E che i belli siano anche bravi. Nel giro di pochi anni ci hanno riempito di cantanti e artisti che meno di 20 anni fa avremmo fatto fatica a pensarli persino davanti al microfono di un karaoke. Questi sono i messaggi che purtroppo passano… E alla fine sembrano tutti improvvisati… Scambiano il talento per mediocrità.
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