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LA V^ B DEL COMMERCIALE FESTEGGIA I 40 ANNI DALLA MATURITA’

Questa la premessa, ma non sempre ci si riesce a rivedere dopo il giorno fatidico della maturità. Incontri casuali, spesso anche quotidiani nel mondo del lavoro, o perché si vive in una stessa città… Si parla del più e del meno, della famiglia, dei figli, di cose apparentemente insignificanti. Si chiede che fine abbia fatto l’alunna del secondo banco, della quale si ricorda il nome ma non si hanno tracce da quel giorno; e se quello seduto nella fila del centro, al quarto banco, si sia sposato o abbia fatto carriera! Per salire sulla giostra dei ricordi occorre che qualcuno si metta in moto: dare a tutti l’incarico di organizzare una rimpatriata non andrà mai a buon fine, quindi tocca sempre ad uno il compito di chiamare a raccolta. Storia già vista nei minimi particolari, chi scrive ne sa qualcosa! Ed allora si mette in moto un complesso meccanismo: nomi e cognomi, contatti telefonici, ricerca di indirizzi, ma soprattutto fare coincidere le date per un incontro, per quella rimpatriata che ci manca da anni. Dopo i 31 anni, non sappiamo se ne sono state fatte altre. Ma lasciarsi a 18 anni, rivedersi all’età di 50, e poi trovarsi a quasi 60 è un’emozione che solo chi la prova sa descrivere!

Quei ragazzi di ieri sono cresciuti e ne hanno cose da raccontarsi: chissà perché poi in certe rimpatriate si parla sempre dei professori, delle interrogazioni, delle impreparazioni … Pochissimi i riferimenti al periodo in cui non ci si è visti, liquidato in poche battute, come se ognuno conoscesse per filo e per segno tutto di tutti! Ci sarà tempo per raccontarsi cosa è avvenuto in quel periodo, magari al telefono o incontrandosi ancora una terza e una quarta volta, e tante altre volte ancora, per una pizza o una granita. Intanto godiamoci questa serata, tutta per noi!

Io credo che quei ragazzi abbiano pensato anche a questo: godiamoci questa serata, tutta per noi, lasciando a casa le preoccupazioni quotidiane! Pronti a rispondere ad un richiamo magico e accattivante, come il canto delle sirene.

Non conosciamo il menù, nè cosa si siano detti, e nemmeno i particolari della serata, come non sappiamo quando si rivedranno la prossima volta: per ora accontentiamoci di avere raccontato ai lettori questo importante evento che sarà ricordato da loro stessi. Che sicuramente non attenderanno tanti anni prima di incontrarsi un’altra volta, tutti assieme! E’ bello, una volta lasciate quelle aule, quei banchi, quei corridoi, tenere i contatti e rivedersi per parlare degli anni straordinari della nostra adolescenza, quelli che ci accompagnano alla maturità, alla responsabilità, al lavoro, alla formazione di una famiglia. Alla vita! 

Auguri.

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