L’ALZHEIMER: 4 MILIONI DI ITALIANI NE SONO COLPITI. ECCO ALCUNI DATI…
L’Alzheimer, malattia incurabile, colpisce circa 4 milioni di italiani. Le proiezioni indicano un raddoppio dei casi entro il 2050, a causa dell’invecchiamento della popolazione. Si tratta di una delle malattie più misteriose, capace di trasformare la vita dei pazienti in una foto sbiadita, in una progressiva perdita di punti di riferimenti e ricordi. Una malattia che trasforma l’esistenza in un labirinto senza uscita, la realtà in un’ombra deformata dove è difficile muoversi e aggrapparsi. Una patologia capace di resettare il cervello al punto di rendere estranei pazienti e familiari.
Ad esserne colpite sono soprattutto le donne (62,2%). La famiglia rimane il soggetto centrale dell’assistenza e chi si prende cura dell’ammalato può contare su un minore supporto da parte degli altri membri della famiglia e della badante.
Il ricorso alla badante coinvolge il 41,1% circa delle famiglie.
Secondo gli studi internazionali, oltre 1,2 milioni di persone rischiano di ammalarsi perché curano un familiare. Il costo medio annuo per paziente può arrivare fino a 72.000 euro, considerando spese mediche, assistenza, perdita di produttività e supporto informale. Molte famiglie vivono la diagnosi come una condanna da nascondere, restando isolate e prive di sostegno. L’Alzheimer è oggi la settima causa di morte nel mondo e in Italia assorbe circa 15 miliardi di euro l’anno, un costo che grava quasi esclusivamente sulle famiglie.
Tanto è diffusa la malattia, quanto è comune il senso di smarrimento dei familiari verso questa progressiva perdita di memoria dei propri cari che le associazioni sul territorio offrono un aiuto concreto e prezioso a chi cerchi un gruppo di confronto e ascolto per condividere la fatica e la preoccupazione per un ruolo di cura per cui spesso ci si sente inadatti e smarriti. Psicologi, avvocati, medici specialistici incontrano anche online piccoli gruppi di familiari che in sessioni di circa un’ora possono confrontarsi, in maniera gratuita, con specialisti e condividere con altri familiari esperienze. Nei fatti è sui familiari più stretti che si concentrano la maggior parte degli oneri assistenziali, con importanti conseguenze sulla sua condizione individuale: il 68,3% affermano di sentirsi soli, ma l’84,9% ritengono di essere utile pur in una situazione di grande difficoltà. Tutta la famiglia appare condizionata dalla malattia del proprio congiunto: in oltre la metà dei casi sono segnalate tensioni tra i familiari, mentre il 40% rivela la presenza di difficoltà nel seguire la propria famiglia, il coniuge e i figli, per far fronte ai compiti di colui che assiste l’ammalato.
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