LE BOMBE SULL’IRAN? UN COPIONE CHE SI RIPETE
Il copione già andato in scena in Iraq, 23 anni fa, con le inesistenti “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein, si ripete.
Dopo il disastro fatto in Iraq, in Afghanistan, in Libia, in Siria, nel Libano, la destabilizzazione del Medio Oriente prosegue imperterrita.
Ancora una volta, come abbiamo più volte sottolineato, non possiamo che fare una amara risata sul cosiddetto inesistente “diritto internazionale”.
Lasciamo perdere ora discorsi di politica internazionale e concentriamoci sulla manipolazione giustificatoria delle aggressioni.
La narrazione che avviene ogni volta che accadono atti di bullismo come quelli di questi giorni è una cartina tornasole sullo stato mentale delle masse occidentali.
Lo avevamo già visto chiaramente durante la pandemia.
Oggi credere a una narrazione in cui si dice che viene attaccato un paese per liberare i cittadini da una dittatura che violerebbe i diritti umani è esattamente come mascherarsi all’aperto nei boschi mentre si corre in solitaria. Scene che tutti abbiamo visto negli anni precedenti. Lo stato mentale è lo stesso.
Quelli che si mascheravano al bar in piedi sì, seduti no, poi viceversa seduti sì, in piedi no. Quelli che si mascheravano in macchina in solitaria, al mare, in montagna, che imponevano le pezze ai bambini sui banchi di scuola, hanno la medesima lucidità mentale di coloro che credono alle narrazioni delle guerre a fin di bene.
Destri convinti di stare sconfiggendo i nemici islamici, sinistri convinti di stare liberando le donne dal velo (ma in Arabia e Qatar van bene). Insomma abbiamo masse davvero irrecuperabili, c’è da aver paura. Crederebbero e farebbero qualsiasi cosa se solo avessero gli input giusti. Il potere questo lo sa e nei momenti opportuni ne approfitta.
WI
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo