LE NUOVE TRUFFE CORRONO SUL WEB, E TROVANO I POLLI
I nuovi furbi non promettono ricchezze, bensì pochi soldi, seconde entrate, frutto di un “metodo” e non di un miracolo. La ragionevolezza è diventata l’ultima maschera della truffa, convincono bisbigliando cifre credibili. Il meccanismo è il seguente: prima si distanziano dai colleghi ciarlatani (“io non sono come gli altri, io non ti prometto la luna”), poi offrono la prova della propria onestà nel gesto della gratuità. La prima lezione è gratis, il video è gratis, l’accesso al gruppo è gratis ecc. La gratuità è l’esca, serve a costruire la fiducia necessaria perché, tre passaggi più avanti, il malcapitato versi la cifra vera, quella che sblocca il corso avanzato, la strategia segreta, l’ingresso nella cerchia ristretta. Il copione è sempre identico.
E poi ci sono i polli, perché senza polli non esisterebbe la razza dei predatori, persone disposte a credere che esista da qualche parte un metodo mai scoperto prima, in attesa soltanto di loro con cui arrotondare lo stipendio.
Quello che colpisce, non è tanto l’inganno quanto la disinvoltura con cui viene esercitato. Questi personaggi non provano vergogna, non hanno la postura del criminale che si nasconde, sorridono in faccia alla telecamera, parlano con la sicurezza di chi sta facendo un favore al prossimo. È la banalità della frode quotidiana, nessuno ci fa più caso perché ormai sono cose all’ordine del giorno.
Poi qualcuno ha ancora il coraggio di parlare di Wanna Marchi, quando basta aprire un qualsiasi social per venire sommersi di facce da schiaffi di questo genere che tentano di truffare il prossimo.
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