LETTERA DAI DIPENDENTI dell’INDOTTO RAFFINERIA: “Attendiamo ancora l’esito del tampone…”
Buongiorno carissimo direttore, le scrivo questa lettera e parlo anche a nome di tutti i miei colleghi.
Lavoriamo in quella ditta dell’indotto Ram nella quale operava anche il nostro collega risultato positivo al COVID-19; essendo stati a contatto con lui, siamo stati anche noi sottoposti ad isolamento per evitare la diffusione del contagio.
Il nostro isolamento, così come dettato dall’ASP, è iniziato il 15 marzo, e si è concluso, almeno sulla carta, il 29 marzo. Giorno 28 marzo ci siamo recati a fare il tampone, ma purtroppo per noi ancora oggi non ci è stato comunicato il risultato.
Quindi come dicono i decreti noi siamo rimasti prigionieri dell’Asp senza nemmeno avere la possibilità di poter uscire per fare la spesa.
Ci rivolgiamo a voi sperando che un vostro interessamento ed una pubblicazione possa far muovere qualcosa.
Sicuro di una sua pubblicazione, porgo cordiali saluti ed auguro una Buona Pasqua.
RISPOSTA: Per sdrammatizzare, potrei dire solo che dovrebbe valere il silenzio assenso. Ossia, non vi hanno detto nulla, quindi tutto ok, potete uscire. Ma non mi prendete alla lettera!
Mi fermo qui, per non andare oltre e per non puntare il dito contro l’ASP, che probabilmente sarà all’oscuro di questa vostra paradossale vicenda. Ma sarà solo l’ASP la responsabile? Ricambiamo gli auguri. Doppi!Â
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