MAI NESSUNO CHE PRENDA A CALCI IN CULO QUESTI IMBECILLI?
SIAMO ALL’INIZIO DEL LUNGOMARE, E QUESTO E’ CIO’ CHE APPARE SULLE PARETI DI QUELLO CHE FU IL PRESTIGIOSO “CIRCOLO DIANA”.
L’Eroe Luigi Rizzo guarda verso il mare, e si vergogna dell’imbecillità di “certi” giovani che hanno letteralmente violentato ogni centimetro quadrato di quella che un tempo fu la parete del Circolo Diana, quindi degli Uffici Comunali, poi della Biblioteca, ed ancora non riesce a ritrovare la sua bellezza. Eppure si tratta di una costruzione realizzata per dare alla città di Milazzo un aspetto decoroso, strappando al mare quella parte di che era stato deposito di botti, di barche e anche teatro di risse. Proprio lì nacque la più importante opera realizzata dall’Amministrazione guidata dal dott. Giuseppe Fogliani, Sindaco di Milazzo eletto il 30 giugno 1948 al posto del dimissionario dott. Lo Presti, per motivi di salute. Un’opera voluta da maggioranza ed opposizione, che dal 1950 cominciò ad ospitare anche spettacoli lirici e tutto ciò che i meno giovani non possono fare a meno di rimpiangere! Oggi già dal di fuori si assiste ad una rassegna del pessimo gusto: tutti concordi nel decretarne la vergogna, ma nessuno che interviene per far cessare uno scempio che non reca alcun lustro alla città. Non solo: le frasi che incitano ad un becero campanilismo (siamo vittime del campanilismo più retrogrado in questo profondo sud, dove si leggono frasi sconce scritte da catanesi contro messinesi, da messinesi contro calabresi, e così via discorrendo, addirittura nei cessi delle stazioni di servizio sull’Autostrada) non sono le espressioni dei milazzesi che vivono guardando al futuro, ma la testimonianza che il campanilismo, comunque sia espresso, peggio se con volgarità, è l’anticamera del razzismo… E il razzismo sappiamo bene dove porta! E allora, da questo giornale, un invito: cancellate lo scempio, e punite severamente quegli imbecilli che si incoraggiano solo perchè nessuno controlla. Potremmo capire che al Castello, dove danno sfogo ai loro istinti bestiali, non ci sia nessuno che se ne accorga, ma qui, sul lungomare Garibaldi, vige ancora la regola del “Non vedo, non sento, non parlo“? E allora siamo veramente messi male!
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