MILAZZO, ALBUM DEI RICORDI: CHI HA BALLATO CON I DAWNS?
Parlerò oggi di un amico che non c’è più: il Maestro Giovanni Russo.
Aveva iniziato a suonare giovanissimo ed era noto non tanto per il suo vecchio lavoro, quello di ferroviere che praticava fin dall’età di 17 anni, quanto piuttosto per la sua passione, la musica, che lo vedeva da sempre impegnato e mai domo. Con lui ho avuto una proficua discussione nel 2009. Per la sua veneranda età, era una colonna portante degli anziani che arricchiscono il patrimonio demografico della nostra città.
E’ stato un protagonista della musica leggera che ha fatto tanti proseliti a Milazzo, ed ancora oggi quelli che hanno vissuto gli anni del benessere economico si ricordano di lui con nostalgia.
In quel nostro incontro aveva iniziato a parlarmi del Maestro Salvatore Salmeri, che non aveva avuto la fortuna di suonare con lui, anche se era stato protagonista al suo matrimonio, a Rometta. Del Maestro Salmeri disse che era stato un talento della musica leggera, con il fratello Francesco. Al sax contralto ed al sax tenore, erano due fenomeni.
Il Maestro Russo aveva sempre suonato le tastiere, fin da quando aveva messo su i RITMELODY, un complesso che si esibiva nei matrimoni e nelle serate danzanti, da Messina a Sant’Agata Militello, negli anni del dopoguerra. Grazie al Maestro Russo, i RITMELODY presentavano un repertorio d’avanguardia, poiché era lui a tenere i contatti con il fratello Francesco, in America; questi gli mandava gli spartiti delle musiche d’oltre Oceano, lui gli faceva avere le nostre musiche…
Le serate non si contavano! A Milazzo non c’erano ancora locali pubblici, tutto era demandato per suonare nei capannoni agricoli, nei quali andavano a ballare tantissime persone, pur di trovare uno svago che quegli anni non offrivano.
Il Maestro Giovanni Russo offriva, con i componenti del suo complesso, il meglio della musica dell’epoca, un repertorio internazionale! Perez Prado, Xavier Cugat, i ballabili. Samba, beguine, mambo, ma anche il liscio: valzer, tango, fox trot, slow, quick step. Persone a non finire: Milazzo, come le altre città, aveva voglia di divertirsi dopo i momenti difficili della guerra…
Dopo i magazzini agricoli (famose le serate che si facevano all’Acqueviole, da Milioti) e nel pieno degli anni 60, vengono i saloni dell’Hotel Moderno, la Grotta Polifemo, il circolo Diana, infine, verso la fine del decennio, la Sala delle Rose. A questi ricordi appartengono gli anni più recenti, quelli che vedono fra i componenti i fratelli Nino, Celestino e Mimmo Picciolo, Mimmo Gitto alla batteria, sostituito in seguito dal fratello Carmelo. Quindi il Maestro Mendolia e la cantante Carmen Andaloro. Ci sono stati anche Mimmo Cardile, ottimo chitarrista, e Pippo Trio, fra i pochi conoscitori della musica, con il fratello Carmelo.
Durante la sua narrazione, il Maestro Russo è sembrato molto geloso dei suoi ricordi ma fiero di averli dovuti narrare perché qualcosa può essere scritto sulla storia della musica leggera a Milazzo. D’altra parte questa è la storia non scritta della nostra città, quella che non deve andare perduta.
Un capitolo a parte lo ha fatto raccontando gli eroi degli anni 60 di quel periodo, almeno quelli che hanno catalizzato gli interesso del grande pubblico che con le loro musiche ballavano, al punto di far sbocciare nuovi amori. I nuovi complessi, i Friends, i Satelliti, con i vari Franco Parisi, Peppe Cuzzupè, Ciccino Russo, Salvatore Crisafulli, Enzo Vento, Pasquale Cilona, Peppe Caravello, Corrado Iozzia, Lillo Picciolo, Mimmo Lombardo, e gli organi Hammond. Erano gli anni in cui con il complesso i DAWNS le richieste erano diverse, per tenere il passo… Di questo facevano parte, ancora ragazzini, il figlio Filippo e anche Franco Sciotto, futuro onorevole alla regione Sicilia, che suonava la batteria.
Il papà di Franco era il maestro Nino Sciotto, ma non dimenticò di citare Vincenzo Italiano, anche lui valente musicista che aveva avuto un passato ed era stato un componente dei più richiesti complessi del momento.
Ecco una pagine di storia di Milazzo. Quella che ognuno di noi pensa che sia conosciuta, ma non fa parte della cronaca quotidiana.
Il Maestro Russo era rammaricato perché questa città si era dimenticata troppo presto dei suoi figli migliori. Purtroppo è sempre così.
Ma fin quando ci saranno quelli che hanno ballato con le musiche dei DAWNS, che con le loro canzoni si sono innamorati, i DAWNS rivivranno nei ricordi. Un giorno nessuno ci sarà più che ne parlerà; ed allora, cercando nelle pagine sbiadite della storia di questa città, qualcuno andrà a scoprire il loro nome, che non può essere cancellato dal tempo…
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