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MILAZZO, ALBUM DEI RICORDI: I SATELLITI

SATELLITI-1-rotated MILAZZO, ALBUM DEI RICORDI: I SATELLITIIn Italia qualcosa cambiò nella musica leggera dopo la vittoria di Domenico Modugno al Festival di Sanremo 1958: il cantante pugliese con il suo “Volare –  oh, oh” ebbe la meglio sulla regina della canzone, Nilla Pizzi, e permise alla musica italiana di spiccare il volo. Le innovazioni portate dello stesso Mimmo Nazionale subirono un drastico ridimensionamento quando, nel 1960, Renato Rascel si affermò a sorpresa con ROMANTICA, impedendo a Modugno un tris storico alla rassegna sanremese! Che, per inciso, aveva solo dieci anni ma era atteso da milioni di persone!

Siamo agli inizi degli anni 60: un anno che aveva imposto sul palco della città dei fiori, come nei gusti degli italiani, una nuova categoria, gli urlatori. Capo riconosciuto era Tony Dallara (all’anagrafe Antonio Lardera, di Campobasso) che bissava la canzone di Rascel (allora erano due gli interpreti delle canzoni sanremesi); ma nel 1961 la vittoria di Luciano Tajoli, che sembrò un ritorno alla melodia, ebbe un aiuto insperato dall’interpretazione di Roberta Corti, alias Betty Curtis, anche lei esponente di quella categoria che rompeva gli schemi tradizionali della musica leggera.

Nei primissimi anni 60 degli urlatori facevano parte personaggi come Giorgio Gaber, Joe Sentieri, Adriano Celentano, Little Tony, Mina, Jenny Luna: giovanissimi, che nel corso degli anni mantennero fede alle promesse.

I nuovi gusti si andavano imponendo nella penisola, al seguito delle musiche diffuse dai 45 giri ascoltati nei juke box, prima dell’esplosione del mercato discografico che avrebbe portato alla vendita di milioni di copie per una singola canzone. Gli estimatori delle giovani generazioni, quelle nate e cresciute dopo la fine della Guerra, non gradivano più la rima baciata “cuore – fiore – amore”.

SATELLITI-2 MILAZZO, ALBUM DEI RICORDI: I SATELLITIMa come muoversi in ambito locale quando il mondo musicale era in fermento? Come superare indenni le mode e i gusti del pubblico? Erano domande che i complessi dell’epoca non si ponevano: la passione per uno strumento musicale, la conoscenza di qualche brano, la voglia di stare assieme e di suonare e cantare qualche motivo era certamente la maggiore ambizione. Milazzo aveva una tradizione fatta da complessi in voga nel periodo anteriore e posteriore al secondo conflitto bellico. Cominciavano a nascere il night con le sue atmosfere e i motivi sussurrati, che portavano la coppia a ridurre le distanze mentre si ballava; ma i ritmi sincopati erano quelli maggiormente richiesti nei vecchi magazzini agricoli, nei quali si esibivano le orchestrine proponendo il liscio o qualche brano di Natalino Otto o dei maestri sudamericani, o di Angelini.

Nelle feste in casa era d’obbligo rispettare delle regole e sottostare al volere dei genitori. Nacquero e si affermarono nuovi balli, primo fra tutti il twist che permise di scendere in pista anche da soli; quindi nuovi locali, nei quali non si contava più il numero di giovani che cercavano un modo nuovo e trasgressivo per passare la serata, anzi un’intera stagione. A Milazzo si impazziva per la Grotta Polifemo, ed erano sempre i fratelli Salmeri a tenere banco, dall’alto della loro esperienza e preparazione musicale. Spazio per i giovani, certamente: ma solo a condizione di proporre motivi e musiche in grado di conquistare, giorno dopo giorno, quelle fasce che non si sentivano rappresentate da chi non riusciva a staccarsi dalla tradizione musicale, ormai superata dai tempi e dalle mode!

E dei fratelli Salmeri, il compianto Salvatore sarà l’elemento trainante del complesso I SATELLITI, nati subito dopo i FRIENDS: ad esso contendevano la prima posizione nei gusti di giovani e meno giovani. Dei SATELLITI, di cui mostriamo due foto storiche con il Maestro Salmeri, fecero parte i vari Corrado Iozzia, Riccardo D’Agostino, Peppe Caravello, Pasquale Celona, Mimmo Lombardo, Lillo Picciolo, Celestino Picciolo, Masetto Aricò.

Con il tempo ci furono altri complessi a Milazzo, dei quali abbiamo già parlato. Ognuno aveva una sua storia, ognuno contava sui cosiddetti ANZIANI (i vari Sciotto, Picciolo, Italiano, Russo, lo stesso Salmeri…) che non si erano messi da parte, ma diedero un contributo notevole alla diffusione della nuova musica, riproponendo quei brani che erano rimasti immortali per le vecchie generazioni di ascoltatori.

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1 commento

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Roberta Caravello

Grazie per aver ricordato questo complesso, nel quale suonava il mio adorato papà, Pippo Caravello.
Roberta Caravello