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MILAZZO, ALTRA RISSA NELLA NOTTE. SI RISCHIA DI ARRIVARE AL COPRIFUOCO

movida-1 MILAZZO, ALTRA RISSA NELLA NOTTE. SI RISCHIA DI ARRIVARE AL COPRIFUOCOConcerto di Patty Pravo sul lungomare Garibaldi per migliaia di affezionati della festa del Santo Patrono. Saluti alle 23.30, quindi tutti a casa.

Tutti non proprio… “La notte è piccola” cantavano le Kesskler, e a Milazzo non è possibile fare le ore piccole senza la solita rissa dietro l’angolo. Proprio alle ore piccole, quando tutti sono a casa e i più giovani diventano padroni incontrastati della città e se le suonano di santa ragione.

Così il giorno dopo si scatenano i commenti più disparati sui social: è sempre la solita storia fatta di giovani che litigano per un nonnulla, che si inseguono, che sperano di smaltire in quel modo i fumi dell’alcol di cui hanno abusato. Giovani fra i quali – secondo alcuni – c’erano minorenni in barba ai loro genitori che dormono sonni tranquilli e anche altri – sempre secondo i bene informati – che hanno fatto uso di droghe che circola nella notte brava del fine settimana.

Il teatro? Sempre il cuore della città, quello che i giovani hanno adottato secondo una tecnica che è diventata una moda: prima il Borgo, poi il Tono, quindi Piazza Duomo, il lungomare. La moda è piazza Caio Duilio, fra un paio d’anni questi giovani diventeranno più grandi e rifletteranno sulle loro bravate, sulle movide, sulle notti da incubo vissute dai pochi ritardatari che rientravano. Al loro posto ci saranno altri giovani, che verosimilmente sceglieranno un altro posto dove ritrovarsi e darsele di santa ragione.

Anche questa è la moda del sabato notte? In effetti è una moda stupida: non si capisce che tafferugli simili potrebbero sfociare in qualcosa di più grave; e fortunatamente, fino a questo momento, non c’è scappato il morto, che scriverebbe la parola FINE all’apertura incontrollata dei locali pubblici, alle notti fuori casa e spesso lontani dalle loro residenze di molti giovani, alla distribuzione di generi alcolici acquistabili anche nei supermercati (inutile le strette sui locali pubblici…).

Però questo genere di divertimento potrebbe dar seguito ad un coprifuoco che tutti abbiamo vissuto fino a pochi anni fa: allora si trattava di contenere un contagio, e per molti mesi la ritirata nemmeno suonava, anzi non si usciva nemmeno di casa. Ognuno era il controllore dell’altro, qualunque cosa facesse; e le forze di Polizia non avevano remore ad inseguire chi faceva footing sulla spiaggia. Ora che abbiamo chiuso le stalle, tutte le vacche sono fuori: per chi non avesse compreso la metafora, c’è maggiore libertà, scene della fine della guerra con gli Alleati padroni indiscussi di strade, piazze e “segnorine”.

E’ ora di finirla, ragazzi: non tirate troppo la corda perché Milazzo e la Prefettura, tramite i loro rappresentanti, potrebbero dare il via ad azioni di repressione. E sarebbe giustificato anche il ricorso al coprifuoco perché non si può minacciare l’ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini.

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