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MILAZZO, ANCHE AL TEATRO TRIFILETTI CI SONO INTOSSICATI. DI SMARTPHONE!

Teatro-1 MILAZZO, ANCHE AL TEATRO TRIFILETTI CI SONO INTOSSICATI. DI SMARTPHONE!Tra informarsi ed intossicarsi c’è una bella differenza. Per decenni il simbolo dell’uomo moderno ipnotizzato dai media è stato il televisore. Poi è arrivato il momento in cui una parte di persone ha smesso di avere la televisione con orgoglio. Niente più TG, niente più dibattiti inutili e propaganda. Bene, e poi?

Sono arrivati gli smartphone. Con gli smartphone l’intossicazione è assicurata, al punto da non poterme fare a meno neanche al TRIFILETTI! Proprio al teatro, ma non è il solo caso! Ma andiamo avanti: il televisore era un apparecchio fisso, in un posto fisso, aveva dei limiti strutturali oggettivi. Oggi quel televisore è in tasca, è sul comodino, lo si consulta in bagno alle tre di notte. Non smette mai di trasmettere. Guerre, elezioni estere, catastrofi naturali, decisioni di governi che non sono i nostri, scandali di persone che non conosciamo, fatti di cronaca. Tutto questo materiale entra nella giornata, occupa spazio cognitivo ed emotivo reale, produce stati d’animo come rabbia, angoscia, indignazione, e poi non va da nessuna parte. Anzi, si pensa di potere andare a teatro, pagando per rilassarsi, ma poi l’apparecchio si accende, e nel buio vengono illuminati attempate signore o assonnati signori che fanno scorrere gli indici, incuranti di essere notati dal resto della sala o dal palcoscenico! 

Gli stoici giustamente dicevano di distinguere ciò che dipende da noi da ciò che non dipende da noi, in modo da investire le proprie energie nella direzione giusta. Come condizione minima per non sprecare la propria vita in uno stato di di passività emotiva e impotenza.

Drogarsi di notizie è l’opposto esatto di questo principio. È un’attenzione totale, viscerale, compulsiva verso tutto ciò che non dipende da noi.

Il risultato non è una persona più informata. Tutta questa informazione non ha prodotto masse più sveglie ma persone con opinioni confuse su tutto e capacità di concentrarsi su niente.

Chi si fa il fegato marcio sulle notizie pensa di essere sveglio poiché non distoglie lo sguardo dai fatti del mondo. E’ bene informarsi, ma la connessione permanente non è informazione: specialmente al teatro. Dove, al buio, tutti osservano!

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