MILAZZO, CINQUE PERSONE DORMONO IN MACCHINA. IL SINDACO SMENTISCE: E’ UNA LORO SCELTA! LA CASA C’E’!
Il caso sollevato in questi giorni dall’associazione “Esseri Uguali” in merito ad una giovane coppia con tre figli minori a San Papino, quartiere di Milazzo, descritta come “abbandonata in automobile” dalle istituzioni, trova una netta smentita nelle parole del sindaco di Milazzo PIPPO MIDILI. Tutto è stato assicurato dalle istituzioni comunali competenti alla famiglia che, per scelta propria, ha deciso di dormire in auto. Il servizio…
TERESA FRUSTERI
Quando la solidarietà rischia di trasformarsi in una frettolosa strumentalizzazione mediatica, a rimetterci è prima di tutto la verità dei fatti. Il caso sollevato in questi giorni dall’associazione “Esseri Uguali” in merito ad una giovane coppia con tre figli minori a San Papino, quartiere di Milazzo, descritta come “abbandonata in automobile” dalle istituzioni, trova una netta smentita nelle parole del sindaco di Milazzo Pippo Midili. I fatti, a una verifica diretta, restituiscono un quadro diametralmente opposto rispetto al drammatico appello lanciato alla Prefettura di Messina e ai parlamentari. La famiglia in questione non è affatto invisibile agli occhi dello Stato: il nucleo è stabilmente preso in carico e monitorato dai servizi sociali del Comune, che si sono attivati tempestivamente per non lasciare nessuno indietro.
Contrariamente alle accuse di immobilismo burocratico rivolte agli uffici comunali, un tetto dignitoso e sicuro ai bambini e ai genitori è già stato garantito. L’amministrazione Midili ha infatti provveduto a trovare e assegnare alla famiglia una sistemazione presso la Stazione di Posta di San Filippo del Mela, una struttura attrezzata e idonea a fronteggiare le emergenze abitative. Se i genitori e i tre piccoli continuano a passare le notti in automobile, dunque, non è per una drammatica mancanza di alternative o per l’indifferenza delle istituzioni ma per una scelta personale del nucleo familiare, che ha deciso di non usufruire della soluzione logistica messa a disposizione e immediatamente fruibile dal Comune.
Un altro punto cardine della narrazione dell’associazione riguarda il presunto blocco dei sussidi, che avrebbe gettato la coppia nella disperazione economica. Anche in questo caso, la realtà descritta appare ben diversa. Secondo quanto riferito dalle informazioni da noi assunte, sembrerebbe infatti che la famiglia percepisca un sussidio mensile (l’Assegno di Inclusione) dall’importo decisamente consistente, una cifra che sarebbe ampiamente sufficiente a coprire i costi di un regolare canone d’affitto e le spese quotidiane. L’attuale sospensione dell’erogazione non sarebbe quindi un diniego definitivo ma un normale stop tecnico legato esclusivamente alle procedure burocratiche di rinnovo: per questa ragione il nucleo familiare sarebbe rimasto scoperto solo per il mese in corso, in attesa del ripristino del beneficio che dovrebbe avvenire a breve.
Nessun rimpallo di responsabilità e nessuna attesa febbrile tra i corridoi municipali. Il sindaco Midili, l’Amministrazione comunale e i servizi sociali restano a completa disposizione della famiglia, come dimostrato dall’immediato reperimento dell’alloggio. La macchina dell’assistenza ha risposto presente prima ancora che il polverone mediatico venisse sollevato. Resta da capire perché si sia preferito lanciare un j’accuse pubblico anziché invitare i diretti interessati a occupare la sistemazione che le istituzioni locali avevano già preparato per loro.
COMMENTO: Già… Perché non verificare i fatti anziché diramare frettolosi comunicati di accusa? Abbiamo fatto ricorso a quanto riportato da GLPRESS dopo aver sentito le campane. I giornali non pubblicano notizie prive di fondamento, ma vorrebbero vederci chiaro ed andare più a fondo …
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Da GLPRESS.IT 
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