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MILAZZO, COMUNICATO STAMPA, TANTI PROFESSIONISTI MILAZZESI NEL RECUPERO DEI MOLINI LO PRESTI

molini-lo-presti-milazzo-contest MILAZZO, COMUNICATO STAMPA, TANTI PROFESSIONISTI MILAZZESI NEL RECUPERO DEI MOLINI LO PRESTIProt._n. 474 del 19/09/2025 – COMUNICATO STAMPA

La Famma, vincitrice del progetto di recupero dei Molini Lo Presti si è avvalsa della collaborazione specialistica dello studio UFO

L’imprenditore milazzese Arturo Formica, titolare della Famma, che ha presentato assieme al figlio Antonio (in raggruppamento temporaneo di imprese), la proposta  di riqualificazione e rifunzionalizzazione dei Molini Lo Presti che la commissione della centrale unica di committenza “Tirreno ecosviluppo” ha ritenuto meritevole di accoglimento si è avvalso della collaborazione specialistica dello studio Ufo di Pace del Mela e di un team di professionisti che ha curato i vari aspetti del progetto.
La struttura operativa, nello specifico è composta dai  Claudio Lucchesi, Carmela Notaristefano, Maria Luisa Verzera, Gaetano Antonio Arrigo, Tiberino Romola, Nicola Mobilia, Letterio Giordano e Gianluca Mirenda, tutti professionisti che operano nella nostra provincia.

Ma cosa prevede nello specifico l’intervento che punta a distanza di ben 25 anni dall’acquisto da parte del Comune, a rivoluzionare il grande fabbricato di via dei Mille?

“L’idea di partenza del progetto è stata quella di mantenere il grande volume di coloro rosso che caratterizza tutto il complesso. Verrà restaurata la porzione di prospetti di pregio di via dei Mille, integrandola alla parte che sarà demolita e ricostruita. La facciata di via Giorgio Rizzo invece sarà di colore grigio chiaro”. Novità per quanto riguarda anche l’intervento prettamente edilizio. “Il nuovo volume edificato sarà pari a 21.672 metri cubi, nettamente inferiori a quello esistente di 83 mila metri cubi e si svilupperà longitudinalmente in parallelo a via dei Mille. La parte retrostante rimarrà libera e destinata a parcheggio. Il piano terrà diventerà uno spazio sociale, un’area aperta e coperta a doppia altezza, dove camminamenti e zone di sosta fluiscono attraverso le forme organiche dei volumi con destinazioni diverse: un hotel, un centro conferenze, un supermercato, un bar, uffici comunali. Dalla reception dell’hotel si accede direttamente al livello superiore dove si trovano le camere. Una scala mobile posta al di là dei due grandi archi di ingresso di via Birago guiderà il visitatore a quota 9 metri. Questo livello, avente superficie coperta pari a 2975 mq ospiterà un centro commerciale, ristorante, centri di noleggio auto e il terminal marittimo con deposito bagagli, biglietterie e sale d’attesa; a questo livello un ponte sospeso collegherà il terminal marittimo alla zona imbarchi posta nell’area portuale di fronte. L’altezza massima raggiunta – si legge ancora – sarà di 17,20 metri con una terrazza che sarà un punto panoramico che permette di collegare visivamente il mare di levante con quello di ponente”.

Giova ricordare che il progetto prescelto dovrà adesso, acquisiti i pareri di legge, essere messo in gara pubblica sempre da parte della Centrale di committenza, con una base pari all’offerta presentata dalla Famma al fine di individuare l’impresa che dovrà eseguire i lavori.

                                                                              L’Ufficio Stampa

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1 commento

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Erio Merlino

Bella iniziativa, occorre riqualificare una struttura fatiscente e pericolosa. Spero che ci sia però attenzione anche alla coerenza cromatica (non so se abbia senso lasciare il rosso nella facciata di via dei mille al fine di mantenere lo stile industrial, in un contesto “marittimo” in cui dovrebbe essere ospitato un hotel – personalmente credo che si tratti di un controsenso stilistico – in quanto la componente “industrial” non è coerente con l’idea di attrattivita turistica ed inoltre non lo è neanche rispetto alla attuale espansione urbanistica della Città). Quello che però sottolineerei essere un aspetto stilisticamente inadeguato, a mio parere, è l’idea di una passerella che colleghi il fabbricato con l’adiacente imbarcadero. Questo infatti richiede la realizzazione di una struttura che appensantirebbe il contesto stilistico del porto, con piloni o strutture che in qualche modo avviliscono l’idea di una realtà portuale turistica da curare anche in termini di fruibilità per la cittadinanza, con un porto “integrato” paesaggisticamente, rivitalizzato e quindi inglobato nel contesto vitale della città. Uscirei quindi da una visione paesaggistica incentrata su una industria che non dovrebbe stare lì e di un porto mercantile, passando ad una logica – che mi era parso di capire negli intenti – di porta del mare, vitale e vivibile, aperta al turismo (con offerta qualificata ed attrattiva) ed anche alla cittadinanza che così frequenterebbe quei luoghi. Voi andreste in un hotel 4 o 5 stelle poszionato all’interno di una idea paesaggistica “industriale “ ?