MILAZZO, CONSEGNATI I PREMI TERMINAL: ECCO LE FOTO ED UNA LETTERA DEL PROF. PONTICELLO
Il PREMIO TERMINAL, il cui nome è legato all’omonimo giornale fondato da un numeroso gruppo di amici non tanto giovanissimi e che vide la luce nel 2008, era nato quasi per gioco nel 2011. Ieri si è svolta la cerimonia di consegna di un premio che ha compiuto quindi sedici anni, e per l’ennesima volta, in un salone della chiesa del Carmine gremito in tutti i posti disponibili, ha riconosciuto i meriti, attuali o passati, di cittadini milazzesi che si sono distinti in svariati campi.
Come annunciato dal direttore editoriale del periodico, che ogni anno dà l’incarico alla commissione di scegliere, all’unanimità, i vincitori tra i candidati suggeriti dai lettori o dai cittadini, la sedicesima edizione avrà un’appendice che si terrà tra agosto e settembre, per dare la possibilità a chi non era presente (molti sono impegnati infatti nel Referendum, la cui data non si conosceva al momento della decisione di procedere alla cerimonia) di ritirare il suo premio.
Davanti al pubblico si sono avvicendati personaggi del mondo dello sport, della cultura, del giornalismo, dello spettacolo, della sanità, dell’imprenditoria, della solidarietà, del lavoro, della musica, dell’urbanistica, della politica, che sono stati scelti dalla commissione composta da Carmelo D’Agostino (Associazione Alunni del Liceo Impallomeni), Attilio Andriolo (ass. Teseo), Franco Trio (Terminal), Pino Ragusi (Nuovo Circolo Tennis e Vela), Santi Grillo (Parco Corolla), Salvatore Costantino (radio Milazzo), Antonio Franco Cusumano (Il pozzo di Sicar). Le foto che seguono sono state scattate dal nostro fotografo ufficiale avv.Alfredo Zappia (la sua foto con l’arch. Nino Giardina ci è stata cortesemente fornita dal giornalista Andrea Italiano), mentre il prof. Ponticello, decano dei premiati con i suoi 96 anni, ci ha consegnato un suo scritto per la pubblicazione.
Sono entrato a far parte della scuola giovanissimo e vi sono rimasto per oltre 44 anni, tra periodi di supplenze temporanee, incarichi e immissioni in ruolo: pensionisticamente mi sono stati conteggiati 40 anni, il massimo che può essere attribuito. Ho attraversato periodi inizialmente disagiati, sia a causa delle sedi che mi venivano assegnate che per la povertà dilagante a causa del conflitto mondiale che si era appena concluso. Ho affrontato senza mai lamentarmi gli anni di titolarità trascorsi nelle scuola di montagna quali Gilormella, Calderaro, Ginestra, difficili da raggiungere e non solo a causa del territorio scosceso, ma anche perché attraversati da fiumi che bisognava superare, qualunque fossero le condizioni meteorologiche, a piedi o a dorso d’asino e, se andava meglio, a bordo dei camion che salivano in montagna per caricare legname. Insieme ad altri docenti nelle mie stesse condizioni, partivamo da casa il lunedì mattina alle sei e tornavamo il sabato, quando le acque del fiume ci permettevano la traversata. Fortunatamente, dopo alcuni anni, le scuole di montagna sono state chiuse anche se, nonostante i disagi che comportavano e che ho dovuto affrontare, non mi sono mai scoraggiato, né ho mai pensato di abbandonare l’insegnamento per dedicarmi a qualunqe altra attività. Ho conosciuto a prestato servizio nelle scuole popolari ed in quelle sussidiarie soprattutto con supplenze temporanee nei vari comuni del Circolo Didattico di San Filippo del Mela, che comprendeva anche Pace del Mela, S. Lucia del Mela e Gualtieri Sicaminò, fino a stabilirmi nelle scuole del centro quando mi è stata assegnata la titolarità. Gli anni di servizio nelle varie scuole li ricordo con piacere e spesso mi tornano vividi nella mente quando incontro qualche mio ex alunno che ancora si ricorda di me, mi saluta affettuosamente e rievoca episodi che abbiamo vissuto in anni ormai tanto lontani del presente, quando tutto era diverso, a partire dal rapporto tra docenti e allievi. 


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