MILAZZO E L’ALLERTA METEO: CHI LA VUOLE COTTA, CHI LA VUOLE CRUDA…
di Sonia ANDALORO, dir. resp. di Radio Milazzo
Se ieri sera fosse stata firmata la chiusura delle scuole nel Comune di Milazzo, stamattina avremmo assistito allo stesso identico spettacolo. Con un piccolo dettaglio in più: gli stessi che ieri hanno condannato duramente la mancata chiusura, oggi avrebbero commentato indignati: “Aaah chista allerta meteo è? Ai miei tempi, cu lampi e TRONA si andava a scuola e nuddu dicia nenti.”
Perché il problema non è la decisione. È che qualunque decisione va sempre male.
La domanda vera è un’altra: quando è successo che il popolo ha sentito il bisogno — e il diritto — di parlare anche dove non ha alcuna competenza? Oggi siamo tutti meteorologi certificati, politici navigati, medici specialisti, giuristi di diritto internazionale, nutrizionisti, virologi, urbanisti e, nel tempo libero, anche strateghi militari. La lista è lunga. Il silenzio, invece, è scomparso.
Oggi siamo esperti di tutto. Sempre. E soprattutto senza studiare niente.
Intanto, giusto per ricordarlo a chi finge di non saperlo: un’ordinanza non firmata non obbliga nessun genitore a mandare il proprio figlio a scuola. Nessuno ti prende per mano e ti accompagna al cancello. La responsabilità genitoriale non è in outsourcing al Comune.
Tempo fa c’era un programma ambientato a Detroit, in un banco dei pegni, dove una frase diventò iconica. Il padre, disperato, diceva: “Mio figlio poteva morire.”
Ecco. Ieri sera mi è sembrato di leggerla ripetuta ossessivamente sotto ogni post, in ogni commento, con toni sempre più coloriti, sempre più drammatici, sempre più indignati.
Peccato che le stesse identiche persone, in mille altre occasioni, abbiano commentato l’esatto opposto: “Eccessivo allarmismo. Scuole chiuse per niente. Esagerati.”
Cioè… rendiamoci conto. Non è un problema di meteo. Non è un problema di ordinanze.
È un problema di coerenza.
Ma quella, purtroppo, non è prevista da nessun bollettino.
COMMENTO: Avevamo in mente di scrivere noi qualcosa in merito alla mancata decisione di firmare un’ordinanza che si sarebbe rivelato un clamoroso autogol in zona Cesarini. Abbiamo scritto ieri sera in un post che il maltempo avrebbe riguardato la parte ionica della provincia di Messina.
Abbiamo scomodato SONIA ANDALORO, direttrice di Radio Milazzo, che ci ha preceduti, riportando il suo garbato commento che ci ha fatto risparmiare tempo e qualche insulto in più a coloro che la vogliono cotta o la vogliono cruda. Dei giovani che si recano a scuola in un giorno di pioggia non interessa a nessuno: ai nostri tempi, direbbero coloro che non volevano un’ordinanza confezionata ad arte, anche se pioveva a dirotto si andava a scuola.
Ma un giorno di scuola perduto non può in alcun modo incidere sulle autogestioni che prolungano le vacanze di Natale, nè sugli open day inventate per promettere sulla carta quello che le scuole, a caccia di alunni perché oggi funziona così, non sono in grado di dare; e nemmeno la promozione a tutti i costi, che poi suonano come un insulto alla giornata di legalità (altra invenzione stupida), smentita dai voti elargiti a piene mani ai meno studiosi, che devono comunque andare avanti. A tutti i costi.
Oggi è il 19 gennaio. Il maltempo si prevede, dalle nostre parti, per la giornata del 20: ci sarà un’ennesima richiesta al Sindaco di Milazzo di firmare un’ordinanza di allerta meteo? Non lo sappiamo. Sappiamo invece che le previsioni del tempo sono destinate a cambiare da un’ora all’altra per fenomeni che non possiamo prevedere. Se poi i milazzesi dovessero essere così bravi a conoscerli e tirare per la giacca il Sindaco o insultarlo, ci troviamo di fronte ad una nuova categoria che Sonia Andaloro non aveva considerato: i maghi. Ci rivolgeremo a costoro per avere i numeri giusti da giocare per fare un 6 milionario al Superenalotto!
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