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MILAZZO, FESTA DI SANTO STEFANO: CHI LA VUOLE COTTA, CHI LA VUOLE CRUDA

palco-su-lugomare MILAZZO, FESTA DI SANTO STEFANO: CHI LA VUOLE COTTA, CHI LA VUOLE CRUDAC’ERA UNA VOLTA la festa di Santo Stefano: quella che non tutti ricordano, quella che molti conoscono vagamente solo per sentito dire; quella per i cittadini che partecipavano perché c’erano molte bancarelle, la gara ciclistica, la chiusura del circuito; quella delle tre D, DODDO – DI MEO – D’AMICO, che girava per i negozi di allora e nessuno si rifiutava di contribuire versando il suo contributo. Quella della gimkana, dei giochi delle tre carte su banchetti improvvisati; quella di Paolicchio e del gioco delle buste, dei torronari e della calìa a due cotte; dei cantanti del giovedì e venerdì; dell’altro, molto atteso, del sabato sera che si esibiva a mezzanotte o giù di lì…

Francamente era un’altra festa, ma il passare degli anni e le pretese dei cittadini consigliano ogni anno accorgimenti non sempre graditi dai tantissimi commentatori che approfittano dei social per esprimere il loro punto di vista; sono contenti, non sono contenti, chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Benedetti social! Se non ci fossero bisognerebbe inventarli: noi che di feste di Santo Stefano ne abbiamo fatte un’infinità, ricordiamo anche la pioggia torrenziale degli anni 80; i sassi lanciati per scherzo dal costruendo palazzo Marullo dagli spettatori su Fausto Leali, gli spettatori arrampicati sugli alberi del lungomare per seguire l’esibizione di Viola Valentino; l’attesa di Orietta Berti relegata sola in una stanzetta ricavata a fianco della chiesa di San Giacomo; i tre etti di parmigiano acquistati per Don Backy, che nel 2005 doveva schiarirsi la voce prima di salire sul palco… ed ognuno può arricchire questa carrellata con i suoi ricordi…

Oggi la festa è diversa: le bancarelle (prive per la verità in buona parte di ambulanti italiani) devono osservare un loro spazio, e ad esse è precluso, come lo scorso anno, la seconda parte del lungomare. Lo ha deciso il tavolo tecnico per assicurare lo svolgimento del programma in condizioni di sicurezza e decoro igienico-sanitario, ed a tale proposito esiste un’ordinanza emessa dal dirigente Domenico Lombardo. Ma c’è ben altro che ha suscitato le maggiori polemiche: le spese sostenute per le due esibizioni canore: Rocco Hunt ed Ermal Meta costano parecchio, e per entrambi dovranno essere sborsati oltre 150 mila euro. Ci sono stati contributi da terzi pari al 20%, ma gli spettatori non pagheranno una lira per assistere ai due concerti. Saranno eventi di qualità, chiamando artisti che vanno per la maggiore, ed è normale per loro spendere delle cifre notevoli. Unico inconveniente, pagherà il comune: se avesse pagato un solo impresario, gli spettatori sarebbero venuti da altre regioni pagando un biglietto d’accesso come è stato fatto per Massimo Ranieri o lo scorso anno per Fiorella Mannoia.

Così è, se vi piace: la festa di Santo Stefano, quella di una volta, può rivivere nei ricordi di chi l’ha vissuta.

Ci saranno, per raggiungere il palco posizionato nei pressi di via Colombo nelle giornate del 4 e 5 settembre, i bus navetta messi a disposizione dall’amministrazione; partiranno dalla spiaggia di Ponente e da Piazza XXV Aprile, e giungeranno fino al Porto. Un invito ai lettori: non pensate di arrivare in auto sotto il palco. E’ consigliabile fare a meno della macchina e di spostarsi, una volta tanto, a piedi.

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