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MILAZZO, I DISSUASORI LUMINOSI DELLA VELOCITA’ SERVONO, MA SOLO A CHI SA GUIDARE…

dissuasori-velocita MILAZZO, I DISSUASORI LUMINOSI DELLA VELOCITA' SERVONO, MA SOLO A CHI SA GUIDARE...Anche a Milazzo sono arrivati i dissuasori luminosi della velocità, installati su diverse arterie della città. Qualcuno ha scritto “non servono a niente”, ed ha ragione: infatti CHI NON SA GUIDARE, e sono tanti, al punto che questi dovrebbero ripetere l’esame per il conseguimento della patente di guida, non sanno nemmeno a cosa servano e cosa siano.

Per chi invece sa guidare, osserva i segnali stradali, ha a  cuore la sicurezza stradale, i dissuasori lumonosi di velocità sono utili perché costituiscono un modo efficace per modificare il comportamento di guida, soprattutto in contesti “a rischio” in quanto richiamano l’attenzione, forniscono un’informazione immediata e personalizzata, e attivano la volontà del conducente di adeguarsi alla velocità consentita senza necessariamente attivare sanzioni.

Molti non sanno che la loro efficacia si fonda su dei precisi meccanismi psicologici. Quando un conducente passa davanti a un segnale che rileva la velocità e vede il numero, che magari lampeggia se si è oltre il limite, viene fornito un riscontro in tempo reale sulla propria condotta, e tale riscontro attiva un ciclo: azione → feedback → correzione. In pratica il semplice fatto di “vedere” la propria velocità, piuttosto che il solo segnale fisso di “limite 50”, aumenta maggiormente la consapevolezza della propria azione e quindi la volontà di porre un comportamento correttivo.

In molti casi, guidare su strade familiari porta a una certa “automazione”, ovvero il conducente può non prestare piena attenzione alla velocità, ai segnali, ai rischi latenti. I display di velocità interrompono questo automatismo perché sono visivi, dinamici e spesso “colpiscono” inaspettatamente l’attenzione del conducente. In termini tecnici, si stimola un maggior livello di vigilanza cognitiva (cioè passare da uno “stato” più automatico a uno più attivo).
Quando un conducente vede la propria velocità visualizzata da un display, si attiva un processo di auto-consapevolezza pubblica. Il messaggio “La tua velocità è 68 km/h” non comunica solo un dato, ma implica: “Questa è la TUA azione, osservabile, misurata, riconducibile a te.”
Questo fa emergere il senso di responsabilità personale, cioè la consapevolezza che il proprio comportamento ha conseguenze, e che è visibile agli altri o “valutabile”. Anche se nessuno ti sta guardando in quel momento, il display crea una sensazione di visibilità che tende a far modificare il proprio comportamento per mantenere un’immagine coerente con i valori socialmente approvati.

Un cartello fisso “limite 50 km/h” viene visto così tante volte che può diventare “fondo visivo”, qualcosa che non colpisce più. Un display dinamico che cambia in funzione della propria velocità rompe questo schema. In questo modo si evita che la segnaletica diventi “invisibile” al conducente.

libero adattamento da Alisia Sottile – Facebook

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