MILAZZO, IL 4 AGOSTO L’ASS. CITTÀ INVISIBILI PRESENTA “SUONO” DEL PROF. MASSIMO RAFFA
Non poteva esserci luogo migliore per presentare l’ultima fatica letteraria del Prof. Massimo Raffa, “Suono” (Schibboleth editore), l’ Antiquarium Archeologico di Milazzo – ME (via G. B. Impallomeni 16, poco prima dell’ ex Cassa Mutua).
Il 4 Agosto alle ore 18,30 l’ Associazione Culturale Città Invisibili e il Parco Archeologico di Tindari presenteranno questo delizioso libretto; una storia di come il pensiero antico abbia cercato di comprendere, descrivere, raccontare il più sfuggente tra gli oggetti dei sensi: il Suono. Dopo i saluti del direttore del Parco Archeologico di Tindari, Arch. Giuseppe Natoli e la presentazione di Maria Rotuletti, presidente dell’ ass. Città Invisibili e di Maria Pia Mistretta, funzionaria dell’ Antiquarium, colloquieranno con l’ Autore: Anna Maria Urso, Prof.ssa Ordinaria di Filologia Classica, Università di Messina; Giuseppe Ramires, Docente di Materie Letterarie e Latino, Liceo “Ainis” di Messina – Presidente dell’Associazione Musicale “Bellini” di Messina.
Un profilo del Prof. Massimo Raffa, socio dell’Associazione Città Invisibili.
Massimo Raffa è Professore Associato di Musicologia e Storia della Musica presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento. È stato per oltre vent’anni docente di ruolo di Materie Letterarie, Latino e Greco nei licei classici. Ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale a professore di seconda fascia in Musicologia, Letteratura greca e Filologia Classica. È editor della rivista GRMS (Greek & Roman Musical Studies) e Subject Advisor per il DEUMM (Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti). È project partner nel progetto internazionale (italo-tedesco-belga) Aristoxenus in Fragments: Between Biography, Philosophy, and Music. Si occupa prevalentemente di musica greca antica, sotto i profili teorico e pratico-organologico, e dei suoi rapporti con la storia delle arti, delle scienze e in generale delle idee dal mondo antico all’età contemporanea. È autore di articoli in riviste nazionali e internazionali, di saggi in volumi miscellanei (in particolare nel Cambridge Companion to Ancient Science, a cura di L. Taub, 2020, e nel Wiley Companion to Ancient Greek and Roman Music, a cura di E. Rocconi e T. Lynch, 2020) e di voci per dizionari ed enciclopedie (p. es. per il progetto Encyclomedia curato da Umberto Eco, Milano, Encyclomedia Publishers, 2012). Ha pubblicato la prima traduzione italiana commentata dell’ Armonica di Tolemeo con il Commentario di Porfirio (nella serie Il pensiero occidentale, Milano, Bompiani, 2016), Il tessuto delle Muse. Musica e mito nel mondo classico (Roma, InSchibboleth, 2021), Educar cantando nella Grecia antica (Carlentini, Duetredue, 2023), una traduzione commentata delle Questioni di armonia (Problemi, Libro XIX) dello pseudo-Aristotele (Milano, Bompiani, 2024) e, da ultimo, Suono (Roma, InSchibboleth, 2026). Ha in preparazione, tra l’altro, una nuova traduzione inglese commentata dell’operetta pseudo-aristotelica Sui suoni per la Loeb Classical Library (Harvard University Press). Nell’ambito del Convegno Internazionale di Studi Music Mobility and Cultural Exchanges Across the Eastern Mediterranean in Modern Times ha concertato e diretto a Lecce la prima esecuzione moderna del Requiem in do minore (1802) di Tomaso Resti (1765-1830) per soli, coro e orchestra.
Sull’assalto dei migranti a Ceuta proviamo a fare chiarezza. Ho rivisto decine di volte le immagini di quella marea umana che ha sconvolto il mondo, ho ascoltato le reazioni dei politici e letto considerazioni di autorevoli opinionisti. Per cui adesso dico la mia. La prima considerazione è di tipo militare: poiché quella gente non è stata lanciata con il paracadute, spostare 50 mila persone via terra senza creare allarme nelle autorità locali è impossibile. Sul web girano filmati di camionate piene di marocchini che ridono e scherzano durante il trasporto prima del grande assalto e si tuffano in mare gioiosi come quelli che a Viareggio fanno il tuffo di capodanno. Tutto sembra un grande circo mediatico: il governo italiano (neanche a dirlo!) alla vista di quelle immagini apocalittiche ha colto la palla al balzo e se n’è uscito con dichiarazioni tra il comico e il faceto: chiudiamo le frontiere con la Spagna e sospendiamo il trattato di Schengen. Poi a Palazzo Chigi qualche portaborse si dev’essere accorto che Ceuta non è in Andalusia ma in Africa e nemmeno se ti chiami Michael Phelps riesci ad arrivare a nuoto in Europa. Ormai la frittata era fatta e hanno tenuto il punto. Da Bruxelles ha fatto subito eco la perfida Ursula che ha condannato senza appello il premier spagnolo Pedro Sanchez. Nel frattempo, anche lassù qualcuno, oltre ad accorgersi di dove si trovi realmente Ceuta, si è disturbato a spulciare qualche documento diplomatico e ha scoperto che l’enclave di Ceuta non è sottoposta a Schengen. Nel mentre, aldilà dell’Atlantico, arrivava puntuale la condanna dell’utilizzatore compulsivo di IA più famoso del mondo, il mitico Donald, già in campagna elettorale per le elezioni di metà mandato: “Gli USA come la Spagna se tra tre anni vinceranno i DEM”. Che strana coincidenza che l’invasione sia avvenuta proprio in Spagna, l’unica nazione che aveva osato mettersi di traverso nelle recenti guerre di USraele contro l’Iran e avesse negato le basi e il sorvolo dei cieli spagnoli agli aerei da guerra americani. Sicuramente un caso che il suo premier sia stato l’unico in Europa a denunciare senza se e senza ma il genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato etnico d’Israele. Mentre il governo italiano usava il pugno duro nei confronti di quello spagnolo per soddisfare le brame da Colosseo del suo elettorato, il torero Pedro nei panni del gladiatore mandato a morire, ci ricordava educatamente i numeri degli ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 resi noti da Frontex: Attraverso l’Italia: 478.600 Attraverso i Balcani occidentali: 340.600 Attraverso la Grecia: 259.800 Attraverso la Spagna: 234.760 Attraverso il confine orientale: 48.000 Cara Meloni patriota e madre cristiana, come diceva Pitagora “i numeri regnano sull’universo”. Che ne dice di riaprire le frontiere con la Spagna e sperare che un po’ dei nostri clandestini se ne escano da soli per andare dai Los Merengues, i nostri odiati cugini? Ma il bello viene adesso: secondo le autorità spagnole, circa 48mila migranti – tra marocchini e cittadini di altri Paesi africani – hanno deciso di rientrare dopo aver trascorso la notte per strada. Quindi tutto questo casino per qualche migliaio di clandestini che siamo abituati a veder sbarcare quotidianamente sulle nostre coste? Emilio Fede avrebbe detto “che figura di m…”.
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