MILAZZO, IL NUMERO DI VOTI PERSONALI FA SALTARE GLI ACCORDI? BEATA LA POLITICA DI ALTRI TEMPI!
di Salvatore ALOSI – AvvocatoA Milazzo, in questi giorni, fa discutere la scelta “a sorpresa” di alcuni eletti al Consiglio comunale di confluire in Sud chiama Nord (e/o movimenti collegati) a un solo mese dal voto. Parliamo di due consiglieri eletti in maggioranza e, contemporaneamente, di chi ha guidato una coalizione civica alternativa come candidato sindaco.
Una convergenza coeva verso il movimento di Cateno De Luca che, con la sua forte identità territoriale, oggi esercita un magnetismo evidente.
Ma lasciamo da parte i personalismi. Guardiamo oltre i singoli nomi. Analizzare questo meccanismo serve a capire una cosa molto più grande: come viene intesa la politica oggi.
Il copione è quasi sempre lo stesso. Prima delle elezioni si stringono intese preventive su cariche, ruoli e pesi strategici. Poi arrivano i cittadini, votano, e ridefiniscono i rapporti di forza. A quel punto i patti saltano: chi doveva avere un ruolo resta fuori, chi fa il pieno di voti si vede escluso dalle scelte esecutive.
È qui che il sistema si svela. In assenza di partiti veri, con una visione condivisa, il consenso ottenuto si trasforma in un titolo al portatore. L’eletto non si sente legato a un vincolo ideale, ma al proprio bacino di preferenze. Se l’equilibrio iniziale viene meno, si sente in diritto di cercare un nuovo contenitore per valorizzare il proprio peso elettorale. Magari guardando già alle prossime scadenze sovracomunali.
Non è una questione di moralismo personale. E’ una grande, enorme questione etica e politica generale.È il segno di un sistema che – proprio perché privo di cornici condivise – premia i pesi numerici (e tutto ciò che si portano dietro) a discapito della stabilità dell’impegno.
Mettere a fuoco questo ingranaggio, però, non significa arrendersi al cinismo. Significa individuare la vera sfida costruttiva.
Nell’immediato, la scommessa è restituire centralità a spazi di civismo e di dibattito reale. Luoghi in cui l’idea generale preceda l’interesse particolare o del singolo, e dove il progetto per la comunità venga prima del continuo bilanciamento delle preferenze.
Ma se guardiamo al medio-lungo termine, la vera risposta a questa frammentazione resta una sola: la ricostruzione e il rafforzamento di partiti strutturati (con nuove forme, adeguate ai tempi).
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