Caricamento in corso

MILAZZO: L’ARMATA BRANCALEONE E I NUMERI DEL RIDICOLO

de-luca-catenello MILAZZO: L'ARMATA BRANCALEONE E I NUMERI DEL RIDICOLOdi Cristoforo TRAMONTANA

L’ARMATA BRANCALEONE E I NUMERI DEL RIDICOLO: cronaca di un tentativo di raggiro grande così!

Gira la Sicilia come i vecchi imbonitori delle fiere di paese, vendendo fumo e assemblando montature colossali. Lo stile, d’altronde, è quello dei vicoli più malfamati: un tavolinetto traballante, tre carte usurate dallo strofinio e lo sguardo fisso alla ricerca del pollo da spennare. E i polli, puntuali e obnubilati, si accalcano per farsi ripulire le tasche dal baro di turno.
Cateno è arrivato a Milazzo esattamente così: con il suo banchetto attrezzato, convinto di trovare una terra di facile conquista, con gli abitanti disponibili a farsi turlupinare da scambi e imbrogli di bassa politica. La scenografia per il grande bluff era studiata in ogni dettaglio: una brillante candidata di facciata, quattro liste civetta e un esercito di 89 figuranti pronti a fingersi gladiatori per conquistare più scranni possibili in Consiglio Comunale.
Per dare un tocco di colore, ogni sera si parcheggiavano a Milazzo persino cinque pullman carichi di “allogeni festanti” i quali, consumata la colazione al sacco, si disponevano sotto il palco comiziale a gridare, applaudire e tifare al comando dei galoppini sparsi tra la folla. Un capolavoro di finzione teatrale, una sceneggiata farlocca nel tentativo di fare incetta di voti facili carpiti ingannevolmente.
Peccato che, una volta chiuse le urne, la subdola montatura sia crollata miseramente, svelando la totale consistenza del nulla.
Più che una coalizione elettorale, l’orda deluchiana si è rivelata un’armata Brancaleone.

I numeri non mentono e analizzati, rasentano gli sketch più esilaranti.
• 30 candidati (un terzo dell’esercito) hanno incassato lo strepitoso bottino di ZERO voti.
• 33 candidati non sono riusciti a superare la strabiliante soglia delle 5 preferenze.
• 11 candidati si sono fermati sotto i 10 voti a testa.
Ben 74 candidati su 89 erano semplici “riempitivi”, ectoplasmi stampati sui manifesti per fare volume e ingannare i cittadini.

Solo 15 erano i veri esecutori del tentato colpo gobbo.
Il verdetto finale è politicamente mortificante. Non per i cittadini di Milazzo, che con un sussulto di orgoglio e intelligenza hanno subodorato la puzza di bruciato, respingendo l’inganno. La vera umiliazione è tutta di Cateno e della sua pupilla; ricordiamo che il leader di “Sud chiama Nord” ambisce persino di sedersi sulla poltrona di Governatore della Sicilia alle prossime regionali.
Per non dimenticare questa squallida recita, specchio di quanto già tentato altrove (basti pensare all’ipertrofia delle 15 liste di Messina), è il caso di lasciare un promemoria visivo.
Appendiamo un bel nastro all’uscio di casa.

Lo toglieremo solo nel 2027, quando gli elettori siciliani manderanno De Luca a casa, regalandogli il definitivo benservito per i suoi innumerevoli tentativi di inganno elettorale.

Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.