Caricamento in corso

MILAZZO, LUNEDI’ 31 AGOSTO, ALLE 18, IL MESTO PELLEGRINAGGIO PER BENEDIRE LA CROCE A PUNTA MAZZA

BENEDIZIONE-1 MILAZZO, LUNEDI' 31 AGOSTO, ALLE 18, IL MESTO PELLEGRINAGGIO PER BENEDIRE LA CROCE A PUNTA MAZZAGiorno 31 agosto, lunedì, sarà benedetta la nuova croce issata a punta Mazza perché il tempo aveva deteriorato la precedente, ed i parenti di TOTUCCIO DEL BONO ne hanno fatto rivivere la memoria: alle 18 partirà un’imbarcazione della Navisal dal porto di Milazzo, per recarsi sul luogo della tragedia e benedire la nuova croce. Sulla nave ci saranno le autorità civili, militari e religiose di Milazzo, nonchè i parenti e gli amici di TOTUCCIO.

Il 27 giugno 1964 Totuccio Del Bono rimaneva vittima nei pressi di Punta Mazza di una battuta di pesca. La Tribuna del Mezzogiorno, giornale che veniva diffuso in provincia di Messina, lunedì 29 giugno 1964 dava risalto all’avvenimento, con il seguente titolo “UN SUB ANNEGA NELLE ACQUE DI MILAZZO”. Un articolo di 62 anni fa, e una tragedia che destò molta impressione non solo a Milazzo.

TOTUCCIO-DEL-BONO-768x619-1 MILAZZO, LUNEDI' 31 AGOSTO, ALLE 18, IL MESTO PELLEGRINAGGIO PER BENEDIRE LA CROCE A PUNTA MAZZATOTUCCIO DEL BONO era uno studente presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Messina, e coltivava le sue passioni: una su tutte, la pesca subacquea, che lo vedeva esplorare i fondali marini con il suo inseparabile amico Cesare Ryolo. La sera di venerdì 26 giugno si trovava al Circolo del Tennis e della Vela; lo avvicinò un amico pescatore, Stefano Pellegrino, che conosceva la sua bravura nelle immersioni avendolo più volte visto all’opera, pregandolo di recuperare, se fosse andato a Punta Mazza, una nassa che le correnti avevano fatto depositare in una secca. Non sappiamo se la battuta di pesca fosse stata messa in preventivo da Totuccio, ma dopo un’occhiata di intesa con Cesare, decise di fare la sua immersione il giorno successivo, sabato, per recuperare la nassa, rendere felice il Pellegrino e, nel frattempo, continuare nelle immersioni e cacciare qualche preda.

Il giorno dopo, alle 7 erano sul posto; il Pellegrino, con il figlio, indicava il punto dove avrebbero dovuto immergersi per riportare in superficie la nassa. In apnea, Totuccio e Cesare non impiegarono  molto tempo: quasi immediatamente la ripescarono e continuarono nelle loro immersioni, armati di fiocina. Dopo diverse immersioni, Totuccio aveva pescato una cernia; ma quando, una volta riemerso, era immediatamente sceso verso il fondo, due pescatori dilettanti (il dott. Cambria e Mario Salamone) cercarono invano di attirare l’attenzione del Ryolo, che si trovava più lontano: questi, a sua volta riemerso, non scorgeva il suo compagno, quindi si immergeva una prima, una seconda, una terza volta… purtroppo senza fortuna: di Totuccio nessuna traccia, e già era passato parecchio tempo.

totuccio-del-bono-1 MILAZZO, LUNEDI' 31 AGOSTO, ALLE 18, IL MESTO PELLEGRINAGGIO PER BENEDIRE LA CROCE A PUNTA MAZZAPensando al peggio, non esitava ad immergersi ancora alla vana ricerca dell’amico, ma per le sue precarie condizioni fisiche veniva sconsigliato dagli uomini della Capitaneria del Porto, agli ordini del maggiore Falla, dal ten. Pisani comandante dei Carabinieri, e di altri ufficiali accorsi sul luogo chiamati dai vicini lido Cirucco e Riva Smeralda.               Le ricerche, continuate per tutta la notte ed il giorno dopo, davano purtroppo esito negativo: il corpo dello sfortunato giovane non veniva rintracciato né recuperato. La notizia della tragedia nel frattempo si era diffusa nella città, dove i Del Bono erano abbastanza conosciuti; persino quando era circolata voce che il corpo di Totuccio  era stato ripescato: ma era solo un falso allarme, dettato forse dalla voglia di dare una cristiana sepoltura alle spoglie dello sfortunato giovane. Riportano i giornali dell’epoca “….nella giornata di domenica o lunedì si era diffusa la notizia che le ricerche avevano avuto risultati positivi. La folla quindi si è accalcata numerosa sulle banchine del molo Marullo per rendere omaggio alle spoglie dello sventurato giovane. La disperata volontà di chi non vuole credere a quanto gli era stato riferito nel non riuscire a scorgere il corpo dello scomparso …..”. Infatti Totuccio era conosciutissimo e rispettato da tutti per la sua bontà e cordialità.

Per il mancato ritrovamento del cadavere, nei giorni che seguirono fu posizionata sugli scogli di Punta Mazza una croce  per ricordare l’evento luttuoso. Però nel corso dei sessant’anni si è diffusa una leggenda: sembra infatti che qualsiasi sub che si immerge a Punta Mazza abbia un suo angelo custode. Non è difficile credere che sia Totuccio …

(Le foto d’epoca sono state colorate dal dott. Lorenzo Caragliano)

Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.