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MILAZZO, MA QUANDO FU AMPLIATA L’AREA DOVE SORGE LA STATUA DI PADRE PIO COME MAI NESSUNO PROTESTO’?

padre-PIO-a-Vaccarella MILAZZO, MA QUANDO FU AMPLIATA L'AREA DOVE SORGE LA STATUA DI PADRE PIO COME MAI NESSUNO PROTESTO'? lavori-vaccarella-1 MILAZZO, MA QUANDO FU AMPLIATA L'AREA DOVE SORGE LA STATUA DI PADRE PIO COME MAI NESSUNO PROTESTO'?Se il Dipartimento Regionale dell’Ambiente ha autorizzato il ripascimento del litorale di Vaccarella, qualsiasi contestazione va presentata nelle sedi competenti. Fare osservazioni sui social, a favore o contro, non porta da nessuna parte. Purtroppo, come abbiamo sempre detto, in questa città manca la memoria storica, per cui i fatti o non si conoscono (quindi ogni opposizione, la quale peraltro non viene tenuta in alcuna considerazione dagli organi gerarchici) o li si commentano per scatenare le prese di posizioni più disparate: e sappiamo che con i social non si va da nessuna parte. Lo abbiamo visto quando sono stati rimossi e poi risistemati i sassi dell’ingresso del Castello. Hanno detto che si trattava di pietre di molti secoli addietro: ma le maestranze (ancora viventi) che prestavano la loro opera dentro il Castello, ai tempi dell’On. Merlino, sono pronte a giurare su una montagna di Bibbie che quei sassi avevamo sì e no trent’anni di vita, perché quelli precedenti erano stati rimossi per eseguire, per l’appunto, i lavori.

Durante un sopralluogo compiuto nella chiesa di San Rocco, la responsabile di un ente voleva sapere chi avesse fatto il semicerchio davanti alla chiesa stessa: le fu risposto che risaliva ai tempi dell’onorevole Merlino; come pure le scalinate che regolano l’accesso ma impediscono, di fatto, ai portatori di handicap di raggiungere il luogo sacro. E ricordate gli alberi piantati sotto il marciapiede di Vaccarella, propio sulla battigia? Non esistevano; furono messi a dimora negli anni 90, e parecchi protestarono perché con le loro radici avrebbero dissestato i marciapiedi che vennero realizzati circa quindi anni dopo dalla giunta Italiano: ma si vollero guardare solo i marmi posizionati geometricamente e l’artistica ringhiera anzichè l’opera di distruzione degli alberi.

La memoria storica ci porta lontano, e solo chi ha vissuto la mareggiata del 1981 (quindi 45 anni fa) ricorda il vecchio lungomare, i pali neri in legno, i sedili di marmo alternati a quelli in ferro, la sagomatura delle aiuole: non esisteva la spiaggetta all’altezza della Statua della Libertà, formatasi grazie all’accumulo dei detriti sabbiosi trasportati dal mare una volta che fu realizzatata la barriera frangiflutti a Croce di Mare, nè la spiaggia a Croce di Mare. Ma nessuno ebbe da ridire quando furono gettati in mare centinaia di tetrapodi (così imparammo a chiamare quegli ammassi di cemento che avrebbero sostituito gli scogli), nessuno ebbe da ridire quando fu realizzato nella seconda metà degli anni 70, e non certo portando sabbia dell’alveo del torrente, il piazzale davanti al vecchio ospedale, che ospitò per diversi mesi una colonia di nomadi, e solo alla fine degli anni 90 la statua di San Pio da Pietrelcina, con alberi ad alto fusto e tante altre piante. Oggi si commenta, si contesta, ma non si conosce il passato. Senza questo non si va da nessuna parte.

 

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