MILAZZO, PALESTINA: LE RIFLESSIONI DI ALESSIO PRACANICA
SI VIS PACEM, im-PARA cohaerentia…
1) Necessaria premessa: i modi esagitati, a Milazzo come altrove, danno spesso l’impressione di essere più lo sfogo di frustrazioni personali, che un fattivo apporto alla sensibilizzazione su determinati problemi.
2) Altrettanto necessario corollario: se non si sa nemmeno discutere in pace, non si è credibili nell’invocarla. Se certi urlatori fossero delegati Onu, scoppierebbe una guerra al secondo.
3) Last, but not least: detto questo, assistiamo più volte a settimana a scene di inaudita violenza tra… tifoserie calcistiche. Con città blindate, cariche di polizia, dispiegamenti di forze e provvedimenti di divieto (Daspo et similia) per un rigore negato, un fuorigioco millimetrico o altra sesquipedale banalità. Con costi notevoli, per la comunità. Sia in materia di danno arrecato che di prevenzione.
Eppure non c’è nessuno che gridi allo scandalo, al crimine, al clima di odio.
Se ne dovrebbe dunque trarre, quale necessaria lezione, che le proteste della curva sud, contro quel cornuto dell’arbitro, siano ben più giustificate, comprensibili e necessarie, rispetto alle proteste per un banale sterminio.
Ieri ha manifestato una maggioranza, ma si parla, solo e soltanto, delle intemperanze di una minoranza.
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