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MILAZZO, POLVERE DI STELLE. NINO TORRE, SENZA DI LUI NON AVREMMO AVUTO IL BASKET ED IL VOLLEY

142-LIBERTAS MILAZZO, POLVERE DI STELLE. NINO TORRE, SENZA DI LUI NON AVREMMO AVUTO IL BASKET ED IL VOLLEY
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Nino TORRE: abbiamo pubblicato una sua foto, e sono ancora in tanti a ricordarsi di lui. Oltre ad essere stato un politico di razza, esponente della DC nelle elezioni del 1975 e per quattro volte assessore (con la sindacatura di Lampone ai Lavori Pubblici, quindi con Ruvolo e Catanzaro all’urbanistica per altre tre volte), è stato un brillante giocatore di basket, ed ha amato lo sport al punto da regalare alla sua città ed alle società del tempo un campo al coperto, per garantire la disputa dei campionati di pallavolo e di pallacanestro secondo le nuove norme dettate dalle federazioni.
Assieme a Franco Bruno, che fu il progettista, ebbe il geniale intuito di far costruire sul lungomare di ponente quell’impianto che ancora resiste, dopo mezzo secolo, e che consente alle società di praticare lo sport.

NINO-TORRE MILAZZO, POLVERE DI STELLE. NINO TORRE, SENZA DI LUI NON AVREMMO AVUTO IL BASKET ED IL VOLLEYRiportiamo i ricordi dell’architetto Nino Giardina e dell’avvocato Alfredo Zappia: “A lui si deve l’idea di creare un centro minibasket presso la scuola Piaggia, Direttore didattico del tempo Alberto Magliarditi; nel 1972 mi diede un libretto della FIP relativo alle modalità per la realizzazione. Al tempo io e Renato Minasi avevamo seguito il corso regionale CSI per allenatori. Nino Torre ci invitò insieme a mio fratello Domenico ad una riunione alla Piaggia con il direttore (avevo un ricordo da bambino del direttore didattico la cui voce era memorizzata dagli altoparlanti presenti nelle aule, ma devo dire che mi colpi la grande disponibilità e gentilezza oltre che entusiasmo per iniziativa). Successivamente nel progetto si inserirono Alfredo Zappia, i fratelli Antonio, Franco e Massimo Lombardo, Gabriele Cento, Nello Principato, Lillo Lucifero ed altri. Ho tanti ricordi con lui, compreso il “capannone” oggi Palazzetto Ernesto Zappia.”

L’avvocato Alfredo Zappia ci narra la vicenda fondamentale che lega Nino Torre allo sport milazzese: “L’ascesa, a metà degli anni 70 , nella serie C nazionale di pallacanestro di allora della mitica Libertas Nino Ferrara di Milazzo, comportò necessariamente di costruire, in breve tempo, una struttura al coperto e per questo venne individuata l’area di ponente. Fu l’ingegnere Franco Bruno a redigere il progetto. Il comune di Milazzo, grazie anche all’operato di Mimmo Di Meo, dirigente del tempo della Libertas, mise a disposizione alcuni operai coadiuvati da tutti i giocatori e dirigenti della società, che li affiancarono per elevare i muri perimetrali e mettere forato su forato. In mancanza di fondi e della non poca esposizione debitoria, per ultimare quello che chiamavamo “il palazzetto”, il buon Nino Torre, nei primi anni 70 ancora non transitato nella politica ma giocatore della locale formazione di basket, ebbe una grande idea: cedere alcuni giocatori, senza compenso e per un anno, ad una squadra del comprensorio, l’Aquila Valdina, che all’epoca militava nel campionato regionale di promozione di pallacanestro. L’unico corrispettivo da pagare, alcuni articolati di camion di forati per delimitare e completare il capannone. L’operazione fu resa possibile anche perché i dirigenti della squadra, a cui vennero concessi i giocatori, erano anche proprietari di fornaci di mattoni forati. I giocatori in questione furono Nello Principato, Antonio Lombardo, Alfredo Zappia e la conferma di Nino Giardina che fece da apripista. E’ bene ricordare ai più che quella struttura per quei tempi era la sola ed unica al coperto nell’intera provincia: infatti la stessa città di Messina non disponeva quasi nulla, ad eccezione di un rettangolo di gioco al coperto all’interno dell’aerea dell’ex fiera adiacente al gasometro, nè tanto meno gli impianti coperti esistevano negli altri centri della zona jonica e tirrenica. Oggi dovremmo essere fieri di ciò che avevamo, anche se il palazzetto appare, specie nella parte esterna, come una struttura fatiscente e poco curata, mentre all’interno e per fortuna, grazie all’operato e all’interessamento dell’assessore allo sport Antonio Nicosia, si presenta in modo più che confortevole e presentabile per le gare di volley.

Nel 2014, durante l’amministrazione di Carmelo Pino con assessore allo sport l’odierno sindaco Pippo Midili, il cosiddetto palazzetto venne intitolato alla memoria di ERNESTO ZAPPIA, per quanto effettuato in tanti decenni per lo sport nella città di Milazzo. Ho rappresentato tutto ciò perché gran parte dei nostri concittadini non conoscono la storia, compresi quegli atleti che ancora a tutt’oggi usufruiscono della struttura PalaZappia che ci auguriamo che venga sostituita da un’altra più efficiente e più gradevole. Ma senza mai dimenticare il passato”.

Nino Torre e Franco Bruno sono quei giovani di altri tempi, che meritano un posto fra i grandi dello sport.

 

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2 comments

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Mauro

Bellissimi ricordi. Anche io per decenni giocai in questa squadra che ha cambiato negli anni diversi nomi. Voglio però ricordare a tutti che il Palazzetto fine anni settanta primi anni ottanta venne intitolato, grazie a Nino Torre, a mio zio Natino Di Bella (per anni c’era anche una targa in marmo) morto di tumore nel 1975. Il quarto da sinistra nella foto pubblicata.

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    Redazione

    A Natino, indimenticato compagno di scuola, è stata ufficialmente dedicata, con deliberazione sindacale nel 1994, la palestra della scuola Zirilli.

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